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Dopo 12 anni, il Papa torna a Castel Gandolfo

Dopo dodici anni, un Papa torna a trascorrere l’estate a Castel Gandolfo. Papa Leone XIV riapre una tradizione secolare, riportando vita, memoria e spiritualità nella storica residenza estiva dei pontefici. Un ritorno che emoziona la comunità locale e i pellegrini.

A soli 30 chilometri da Roma, Castel Gandolfo ha accolto per secoli i successori di Pietro durante i mesi estivi. Il legame con i papi risale a 400 anni fa, quando Urbano VIII Barberini scelse la cittadina sul lago come residenza estiva. Da allora, generazioni di pontefici hanno trovato qui rifugio e ispirazione. Celebre fu l’atto di Papa Pio XII che, durante la Seconda Guerra Mondiale, trasformò il palazzo apostolico in un rifugio per migliaia di ebrei. Per molti, come racconta Stefano Carosi, abitante del luogo, “quel Papa, Eugenio Pacelli, per mia madre è stato un santo, perché aprì le porte del Palazzo alla gente ed è stato qui per sei mesi con loro”.

Carosi rappresenta la sesta generazione della sua famiglia a gestire un bar nel centro storico. I ricordi legati ai papi lo commuovono ancora oggi: “Era la sera del 6 agosto, e ad un certo punto abbiamo visto venire di corsa un’ambulanza qui e dopo mezzora suonarono le campane, e mio padre mi disse questa è la campana quando muore il papa. Lui (Paolo VI) è morto qui”.

Ma è stato soprattutto San Giovanni Paolo II a lasciare un’impronta profonda. “Lui era innamorato di Castel Gandolfo. Veniva dopo Natale, veniva a Pasquetta, dopo i grandi viaggi… pensa, una sera è venuto direttamente dal Messico alle 11 di sera. C’erano un centinaio di persone qui sotto. Lo chiamarono, lui si affacciò. Giovanni Paolo II è unico. È la nostra storia. È la nostra famiglia, è una persona che ci appartiene”.

Leone XIV riapre la stagione estiva

A distanza di dodici anni dalla decisione di Papa Francesco di non trascorrere l’estate a Castel Gandolfo, Papa Leone XIV riprende questa amata tradizione. Il suo soggiorno inizierà domenica 6 luglio. Il sindaco Alberto De Angelis ha descritto l’atmosfera con entusiasmo: “Si vive un’aria frizzantina, un entusiasmo diverso. Tutta la città poi vedrà ritornare tante persone che vengono da tutte le parti del mondo. Per noi è la cosa più bella, perché i cittadini di Castel Gandolfo, oltre alla loro riservatezza, vivono anche la simpatia di accogliere tutti i cittadini del mondo come siamo sempre stati abituati”.

Per la prima volta dal pontificato di Pio XI, il Papa non alloggerà nel Palazzo Apostolico – trasformato in museo da Papa Francesco nel 2016 – ma nella suggestiva Villa Barberini. Costruita nel 1628, immersa nei giardini vaticani, è stata recentemente riadattata per ospitare il Pontefice. “Villa Barberini penso che c’è poco da fare, insomma, perché è sempre stata tenuta abbastanza bene”, spiega Maurizio Carosi, altro storico abitante della cittadina. “Hanno dovuto adeguare dei servizi che erano gli ultimi anni che non venivano usati. Penso bisogna pitturare un po’, ma la Villa Barberini è bella così”.

Preparativi e vita quotidiana in vista del ritorno papale

Durante il soggiorno del Papa, la Guardia Svizzera alloggerà nella parte posteriore del Palazzo Apostolico, dove si stanno ultimando i lavori di ristrutturazione della caserma. “Stanno preparando tutto”, conferma Maurizio Carosi. “Anche la caserma, l’hanno praticamente rasa al suolo, stanno rifacendo tutta la caserma della Guardia Svizzera”.

Da settimane, l’intera area extraterritoriale di 55 ettari, proprietà della Santa Sede dal Trattato Lateranense del 1929, è in fermento. “Stiamo vedendo in questi giorni che c’è un fermento, operai, pulizie, movimento nei giardini”, prosegue Carosi. “Si sente dire che c’è la piscina in lavorazione, che vicino alla piscina uscirà un piccolo campetto da tennis”.

Appassionato di sport, Leone XIV, che prima dell’elezione andava regolarmente in palestra a Roma, sfrutterà l’estate per ricaricarsi anche fisicamente. Tuttavia, come ricorda Carosi, “non è che si sono sempre riposati. Hanno sempre lavorato per il ritorno in Vaticano, nel mese di settembre che c’è la presentazione delle credenziali, le messe, i presidenti. Giovanni Paolo era sempre al lavoro e noi vedevamo la finestra dello studio accesa già la mattina alle 04:30, per cui c’era la sveglia presto”.

Un Angelus speciale per la comunità

Tra i momenti più attesi del soggiorno, domenica 13 luglio Papa Leone XIV celebrerà la Messa nella chiesa di San Tommaso d’Aquino e poi, a mezzogiorno, guiderà l’Angelus dalla piazza principale. Un’occasione per la comunità locale e i pellegrini di tutto il mondo di vivere la familiarità e la vicinanza del Papa nel cuore dell’estate.

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