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Dal Ghana all’altare

Nella Solennità del Sacro Cuore di Gesù, Papa Leone XIV ha ordinato 32 nuovi sacerdoti nella Basilica di San Pietro, concludendo il Giubileo dei seminaristi. Tra loro, il diacono Gilbert Tika della diocesi di Damongo, Ghana. In questa intervista raccolta da Valentina Di Donato, corrispondente EWTN, Tika condivide la sua vocazione, la gioia della chiamata e la speranza per il futuro della Chiesa.

Valentina Di Donato – Corrispondente di EWTN in Vaticano
Com’è stato il momento in cui hai sentito la chiamata al sacerdozio?

Diacono Gilbert Tika: Ā«Tutto ĆØ iniziato quando ero un bambino piccolo alla scuola elementare, crescendo nella mia zona del paese, in un’area remota con un basso livello di istruzione. I sacerdoti non erano sacerdoti locali, non parlavano la mia lingua, quindi da piccolo, come chierichetto, ero attivo e andavo in giro con il sacerdote per celebrare la Messa e servire all’altare. ƈ stato in quel momento che, poichĆ© il sacerdote non parlava la mia lingua, c’era sempre bisogno di tradurre l’omelia affinchĆ© la gente potesse capire.

E cosƬ, in alcune occasioni, quando non c’era nessuno che potesse farlo, anche da bambino, il sacerdote mi chiedeva di fare la traduzione, di tradurre la sua omelia per l’assemblea, per la comunitĆ .

ƈ stato in questo contesto, in una di queste occasioni, che ho ricevuto questa ispirazione: dopo aver tradotto, ho pensato, perchĆ© non diventare sacerdote un giorno per parlare direttamente alle persone invece di tradurre ciò che qualcun altro dice… cosƬ questo desiderio ha cominciato a crescere in me man mano che facevo esperienze di questo tipo.Ā»

Quel momento, quel contatto con la tua comunitĆ  in Ghana, sembra averti davvero colpito. VenerdƬ inizierai la tua missione per diventare sacerdote: qual ĆØ, secondo te, l’obiettivo di un sacerdote nella societĆ  di oggi?

Diacono Gilbert Tika: Ā«Essere sacerdote oggi, per me, significa essere un segno di speranza per le persone con cui vivo, con cui svolgerò il mio ministero. Praticare l’abitudine di guardare le cose con gli occhi di Gesù Cristo. E aiutare gli altri a guardare il mondo con gli occhi di Cristo e a far sentire alle persone che sono ancora amate da Dio. PerchĆ© a volte, in mezzo a tante cose, ci si dimentica che siamo amati e che Dio ĆØ con noi.Ā»

Stai per iniziare la tua missione venerdì, Papa Leone è appena diventato Papa, come lo vedi tu?

Diacono Gilbert Tika: Ā«Sento che lui ĆØ un dono per la Chiesa in questo momento. E iniziando il suo ministero come successore di Pietro, parlando di pace, un dono di pace in un mondo oggi quasi sull’orlo della guerra, con molti conflitti in corso. Questo desiderio di portare la pace nel mondo per me ĆØ un segno positivo e spero di vedere questo sogno del Papa realizzarsi grazie alla partecipazione di ciascuno di noi.Ā»

Tornerai in Ghana: cosa ti spinge a voler tornare lƬ per svolgere il tuo sacerdozio?

Diacono Gilbert Tika: Ā«Sono felice di tornare di nuovo in Ghana perchĆ© prima di tutto il mio vescovo mi ha mandato a Roma per studiare e poi per tornare in Ghana nella diocesi di Damongo per svolgere il ministero di sacerdote, e sento che ĆØ un’opportunitĆ  per fare un’esperienza della Chiesa universale, della ricchezza della Chiesa e mi piace condividere questa esperienza con la mia gente.Ā»

Grazie.

Diacono Gilbert Tika: «Grazie a voi.»

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