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Chi era Pier Giorgio Frassati? 10 fatti sul futuro santo

Il miracolo che apre la via alla canonizzazione di Pier Giorgio Frassati
Il Beato Pier Giorgio Frassati, morto all'età di 24 anni nel 1925, è amato da molti giovani cattolici per la sua testimonianza entusiasta di santità che mira "verso l’alto". | Dominio pubblico

Papa Leone XIV ha annunciato questo venerdì che le prime canonizzazioni del suo pontificato si terranno il prossimo 7 settembre, includendo tra i futuri santi i giovani Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati.

Ecco 10 cose che forse non sapevi sul prossimo santo italiano Pier Giorgio Frassati, che ispira i giovani di tutto il mondo a rinunciare ai privilegi per servire i più poveri.

1. Nacque un Sabato Santo

Pier Giorgio Frassati nacque a Torino (Italia) il 6 aprile 1901, un Sabato Santo. Figlio di Alfredo Frassati, fondatore del quotidiano La Stampa, e di Adelaide Ametis, artista dal carattere forte. Il padre era agnostico, la madre credente ma severa. Crebbe in un ambiente familiare teso e distaccato.

2. Una fede precoce e profonda

Fin da piccolo, Pier Giorgio fu attratto dalla fede. Ricevette un’educazione gesuita e iniziò a partecipare quotidianamente all’Eucaristia. Così sviluppò una spiritualità perseverante e concreta, fatta di preghiera, confessione frequente e servizio ai poveri. Da adolescente si unì alle Conferenze di San Vincenzo de’ Paoli, con cui percorreva le strade di Torino portando aiuto alle famiglie più umili.

3. Donava il denaro, i vestiti e persino il biglietto del tram

Spesso tornava a casa sporco, tardi e senza soldi, perché si era fermato ad assistere un malato, a comprare medicine o a donare il suo cappotto. Addirittura dava il denaro del biglietto del tram, costringendosi a percorrere lunghe distanze a piedi per tornare a casa.

4. Uno studente con una vocazione

Studiare è un modo concreto di costruire un mondo più giusto”, diceva Frassati. Per questo scelse di studiare ingegneria meccanica con specializzazione in miniere, con l’intento di condividere la vita con i lavoratori più emarginati della società. Morì poco prima di laurearsi.

5. Alpinista, poeta e guida di escursioni

Amava la montagna. Scalava con un gruppo di amici chiamato “la società dei tipi loschi”, in uscite che univano sport, contemplazione e fede, occasioni di apostolato. Quando raggiungeva la cima, esclamava:

Verso l’alto!
Una frase che oggi accompagna la sua immagine.

6. Un cattolico impegnato nel suo tempo

La giovinezza del futuro santo fu segnata dalle conseguenze della Prima Guerra Mondiale. Partecipò attivamente all’Azione Cattolica, alla Federazione Universitaria Cattolica Italiana (FUCI) e al Partito Popolare. Si oppose al fascismo, difese riforme sociali, e fu arrestato a Roma per aver protetto la bandiera del suo gruppo giovanile durante un attacco della Guardia Reale.

7. Scelse la vocazione laicale

Anche se pensò al sacerdozio, Pier Giorgio scelse la vocazione laicale, per vivere la fede “dal di dentro del mondo”, tra lavoratori, studenti ed emarginati. Nel 1922 entrò nel Terz’Ordine Domenicano, prendendo il nome di Frate Girolamo.

Tengo sempre la mia volontà in tasca”, diceva, mostrando il suo Rosario.

8. Amante dell’arte e della cultura

Amava l’arte, l’opera, Dante, la pittura e il teatro. Organizzava uscite con gli amici, visitava musei, ma viveva tutto con una profondità cristiana che impregnava ogni momento della quotidianità.

9. I più poveri gli resero l’ultimo saluto

Contrasse la poliomielite assistendo un malato, ma non lo disse a nessuno per non preoccupare la famiglia, che stava vivendo la grave malattia della nonna. Morì il 4 luglio 1925, a soli 24 anni. Al suo funerale, centinaia di poveri —sconosciuti ai suoi stessi genitori— riempirono le strade per salutarlo.

10. La sua santità nascosta ha toccato il mondo

La santità nascosta di questo giovane che rinunciò ai privilegi della sua classe per servire i più poveri ha colpito il mondo. Nel 1990, fu beatificato da Giovanni Paolo II, che lo chiamò

l’uomo delle otto beatitudini
e lo propose come modello per i giovani del XXI secolo.

Tradotto e adattato dal team di ewtn.it. L’originale si trova qui.

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