Le critiche africane alla dichiarazione vaticana Fiducia Supplicans non sono un caso isolato: il cardinale Fridolin Ambongo ha ribadito che la posizione della Chiesa africana riflette anche le perplessità di numerosi vescovi europei.
“Non è solo un’eccezione africana”
Intervistato da EWTN News il 1° luglio, il cardinale Fridolin Ambongo Besungu, arcivescovo di Kinshasa e presidente del SECAM (Simposio delle Conferenze Episcopali di Africa e Madagascar), ha respinto l’idea secondo cui solo l’Africa avrebbe reagito negativamente alla dichiarazione del Dicastero per la Dottrina della Fede del dicembre 2023 che autorizza benedizioni non liturgiche per coppie omosessuali.
“La posizione presa dall’Africa era anche la posizione di molti vescovi in Europa. Non si tratta solo di un’eccezione africana”, ha detto Ambongo.
Una questione dottrinale, non solo culturale
Il cardinale ha sottolineato che l’opposizione non è solo culturale ma profondamente legata alla dottrina:
“L’omosessualità è fondamentalmente un problema dottrinale e teologico. L’insegnamento morale della Chiesa non è cambiato”.
Dopo la pubblicazione di Fiducia Supplicans, Ambongo si recò personalmente a Roma per trasmettere al Papa le reazioni perplesse dei vescovi africani. Insieme al cardinale Fernández e a Papa Francesco, lavorò a una dichiarazione che chiarisse come l’applicazione del documento non fosse valida per il contesto africano.
La risposta africana a Fiducia Supplicans
L’11 gennaio 2024, il SECAM pubblicò un comunicato che citava i divieti biblici sugli atti omosessuali e definiva le unioni tra persone dello stesso sesso come “intrinsecamente corrotte”.
Pochi giorni prima, il 4 gennaio, il Dicastero aveva già riconosciuto che diversi contesti pastorali potevano richiedere tempi differenti per accogliere il documento.
Papa Francesco, in un’intervista a La Stampa, aveva definito l’Africa “un caso a parte”, affermando:
“Per loro l’omosessualità è qualcosa di brutto dal punto di vista culturale, non la tollerano”.
“La priorità pastorale in Africa è la vita”
Durante una conferenza stampa vaticana su giustizia climatica e conversione ecologica, Ambongo ha precisato che Fiducia Supplicans è stata percepita in Africa come “qualcosa di imposto dall’esterno a un popolo con altre priorità”.
“Per noi, la priorità pastorale non è il problema dell’omosessualità. La nostra urgenza è la vita: come vivere, come sopravvivere”, ha detto.
“Temi come l’omosessualità sono più attuali per voi qui in Europa, non per noi in Africa”.
Il futuro del collegio cardinalizio e il nuovo Papa
Ambongo, ex membro del Consiglio dei Cardinali (C9), ha spiegato che durante le congregazioni pre-conclave si è espresso il desiderio che il nuovo Papa valorizzi il ruolo dell’intero Collegio Cardinalizio, magari con incontri annuali.
“Un piccolo gruppo che possa aiutare il Papa? Dipenderà da lui”, ha detto.






