Città del Vaticano, 27 giugno 2025 – Seconda Messa di pontificato con ordinazioni presbiterali per papa Leone XIV. La prima, lo scorso 31 maggio. E questa mattina, nella solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, sempre nella basilica di San Pietro, sono 32 gli ordinandi al sacerdozio.
Un contesto liturgico e simbolico di grande intensità: le Letture della celebrazione sono tratte dal libro del profeta Ezechiele (34,11-16), accompagnate dal salmo 22; la seconda lettura è dalla lettera di san Paolo ai Romani (5,5b-11) e il Vangelo è quello secondo Luca, al capitolo 15, con la parabola della pecora ritrovata.
“Immergere nel Cuore del Salvatore le vostre vesti sacerdotali”
Nell’omelia, papa Leone XIV si sofferma anzitutto sul valore della solennità del Sacro Cuore per i sacerdoti:
“Oggi, Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, Giornata per la santificazione sacerdotale, celebriamo con gioia questa Eucaristia nel Giubileo dei Sacerdoti. Mi rivolgo, perciò, prima di tutto a voi, cari fratelli presbiteri, venuti presso la tomba dell’apostolo Pietro a varcare la Porta santa, per tornare ad immergere nel Cuore del Salvatore le vostre vesti battesimali e sacerdotali”.
Il Papa riflette poi sul legame tra il Cuore di Cristo e il sacramento dell’Ordine:
“E’ parlare dell’intero mistero dell’incarnazione, morte e risurrezione del Signore, affidato in modo particolare a noi affinché lo rendiamo presente nel mondo”.
Una chiamata all’amore universale, oltre ogni divisione
Richiamandosi alle Letture, il Pontefice evidenzia il messaggio di amore e riconciliazione:
“In un tempo di grandi e terribili conflitti, […] l’amore del Signore, da cui siamo chiamati a lasciarci abbracciare e plasmare, è universale, e che ai suoi occhi – e di conseguenza anche ai nostri – non c’è posto per divisioni e odi di alcun tipo”.
Da San Paolo, il Papa coglie l’invito a una trasformazione continua nello Spirito:
“Dio ci ha riconciliati «quando eravamo ancora deboli» e «peccatori»” e “ci invita ad abbandonarci all’azione trasformante del suo Spirito che abita in noi, in un quotidiano cammino di conversione”.
Il volto del Buon Pastore: gioia, carità, misericordia
Il Vangelo della pecora ritrovata offre al Papa l’occasione per ribadire la centralità della carità pastorale:
“La gioia di Dio – e di ogni pastore che ami secondo il suo Cuore – per il ritorno all’ovile di una sola delle sue pecore. È un invito a vivere la carità pastorale con lo stesso animo grande del Padre […]”.
Un invito che si concretizza in uno stile di vita evangelico:
“Caricandoci sulle spalle chi si è perduto, donando il perdono a chi ha sbagliato, andando a cercare chi si è allontanato o è rimasto escluso, curando chi soffre nel corpo e nello spirito, in un grande scambio d’amore che, nascendo dal fianco trafitto del Crocifisso, avvolge tutti gli uomini e riempie il mondo”.
Sacerdoti uniti, per una Chiesa riconciliata
Il cuore dell’omelia si concentra sul ministero sacerdotale come strumento di unità:
“È un ministero di santificazione e di riconciliazione per l’unità del Corpo di Cristo”.
Da qui l’importanza di una forte comunione presbiterale:
“Quanto più ci sarà unità tra di noi, tanto più sapremo condurre anche gli altri all’ovile del Buon Pastore, per vivere come fratelli nell’unica casa del Padre”.
Citato sant’Agostino, con parole sempre attuali:
“Per voi infatti sono vescovo, con voi sono cristiano”.
Papa Leone XIV collega questo desiderio all’identità stessa del suo pontificato:
Una “Chiesa unita, segno di unità e di comunione, che diventi fermento per un mondo riconciliato”.
Un vademecum per i nuovi sacerdoti
L’invito rivolto ai 32 nuovi sacerdoti è chiaro e diretto:
Camminare “umili e decisi, fermi nella fede e aperti a tutti nella carità” per portare “nel mondo la pace del Risorto, con quella libertà che viene dal saperci amati, scelti e inviati dal Padre”.
Il Papa offre poi delle indicazioni pratiche, semplici ma essenziali:
“Amate Dio e i fratelli, siate generosi, ferventi nella celebrazione dei Sacramenti, nella preghiera, specialmente nell’Adorazione, e nel ministero; siate vicini al vostro gregge, donate il vostro tempo e le vostre energie per tutti, senza risparmiarvi, senza fare differenze, come ci insegnano il fianco squarciato del Crocifisso e l’esempio dei santi”.
Papa Leone XIV nella solennità del Sacro Cuore si rivolge agli uomini da ordinare sacerdoti: Amate Dio e i vostri fratelli, siate generosi, ferventi nella preghiera, vicini al vostro gregge e fedeli all'esempio dei santi. pic.twitter.com/ylRKBnwfSc
— EWTN Italia 🇮🇹 (@EwtnItalia) June 27, 2025
La santità sacerdotale, secondo il Papa, è un’eredità concreta da riscoprire:
“Fate tesoro di tanta ricchezza: interessatevi alle loro storie, studiate le loro vite e le loro opere, imitate le loro virtù, lasciatevi accendere dal loro zelo, invocate spesso, con insistenza, la loro intercessione!”
Infine, l’appello a non lasciarsi attrarre dai modelli del mondo:
“Non fatevi affascinare da modelli di successo e di prestigio discutibili e inconsistenti”.
Articolo precedentemente pubblicato su acistampa.com. È stato riadattato dalla redazione di ewtn.it






