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Nell’albero genealogico di Papa Leone XIV non manca nulla

Papa Leone XIV con le foto del nonno, della madre e del padre sullo sfondo. (foto: Immagine del Register / Daniel Ibanez/Public Domain/Fair Use)
Papa Leone XIV con le foto del nonno, della madre e del padre sullo sfondo. (foto: Immagine del Register / Daniel Ibanez/Public Domain/Fair Use)

Poco dopo l’elezione di papa Leone XIV l’8 maggio, gli esperti in genealogia hanno iniziato a ricostruire il suo albero genealogico, scoprendo rapidamente che alcuni suoi antenati materni erano di origini africane.

Più di recente, un team guidato dallo storico di Harvard Henry Louis Gates Jr., noto conduttore di Finding Your Roots e altri programmi su PBS, ha approfondito le ricerche, risalendo le origini del Papa — nato negli Stati Uniti — fino a 15 generazioni fa, addirittura al XVI secolo.

Nel processo, hanno anche scoperto l’origine curiosa del cognome Prevost, risalente a uno scandalo familiare riportato nei giornali locali dell’epoca.

Le scoperte del gruppo, pubblicate dal New York Times l’11 giugno con un reportage interattivo, hanno stupito Gates, il quale ha definito l’albero genealogico di papa Leone “uno dei più eterogenei mai realizzati”.

Finora sono stati catalogati oltre 100 suoi antenati: 40 nati in Francia, 24 in Italia, 21 in Spagna, 22 negli Stati Uniti, 10 a Cuba, 6 in Canada, 1 ad Haiti e 1 in Guadalupa. Tra loro vi sono schiavi africani, possessori di schiavi, almeno due combattenti per la libertà e perfino alcune celebrità, seppur lontanamente imparentate.

Gates ha sottolineato che, tramite un antenato materno del 1590 circa, papa Leone è cugino di nono grado, varie volte rimosso, di figure del calibro di Pierre e Justin Trudeau, Hillary Clinton, Angelina Jolie, Justin Bieber, Jack Kerouac e Madonna.

Per un vescovo statunitense intervistato dal Register, ciò arricchisce la comprensione del carattere e della visione umana di Leone XIV: “La sua genealogia multietnica è una benedizione per popoli e nazioni, rendendolo padre spirituale per tutti… C’è posto nel suo cuore per persone di ogni nazione, grande o piccola allo stesso modo”.

Perché «Prevost»?

Il lato materno ha attirato curiosità sul fatto che Leone XIV possa essere il primo papa nero. Anche il ramo paterno suscita interesse, soprattutto per l’originalità del cognome.

Nato Robert Francis Prevost a Chicago nel 1955, ha ereditato il cognome dal padre, Louis Lanti Marius Prevost (1920–1997), il quale lo aveva ricevuto dalla nonna materna — un’eccezione rispetto alla tradizione patrilineare.

Il nonno paterno, Salvatore Giovanni Gaetano Riggitano (1876–1960), emigrò dalla Sicilia nel 1903; insegnava lingue romanze e veniva chiamato Giovanni. Nel 1914 sposò civilmente Daisy Hughes, ma nel 1917 questa lo fece arrestare per presunta adultera — coinvolgendo anche una giovane francese, Suzanne Fontaine.

Poco dopo Suzanne diede alla luce un figlio in un istituto per madri nubili di New York; nel 1920 nacque invece Louis, futuro padre del Papa. Giovanni e Suzanne vissero insieme fino alla sua morte, adottando entrambi il cognome Prevost — il cognome materno di Suzanne — e dando questo nome ai figli. Giovanni anglicizzò il suo nome in John.

Non risultano prove di un divorzio tra Giovanni e Daisy, né di un matrimonio pubblico tra Giovanni e Suzanne. Secondo l’esperto di diritto canonico David Long, tuttavia, avrebbero potuto contrarre un «matrimonio di coscienza» secondo il codice canonico del 1917: valido agli occhi della Chiesa, anche se non registrato civilmente.

Entrambi vissero come cattolici. Giovanni, morti entrambi con funerali cattolici (1960 per lui, 1979 per Suzanne, terziaria carmelitana), educarono i figli nella fede: il maggiore cantava “comunione quotidiana” fino alla morte nel 1996, il minore divenne padre di un papa.

Riflessioni ecclesiali

Monsignor Charles Pope, parroco a Washington, ha commentato con ironia ma speranza: “Tutti abbiamo qualche ramo problematico nell’albero genealogico… È interessante che il cognome provenga da un’unione non coniugale, ma Dio può far germogliare bene perfino da circostanze tortuose”.

L’arcivescovo George Leo Thomas, di Las Vegas, ha richiamato la genealogia di Gesù nel Vangelo di Matteo: includendo peccatori e peccatrici, mostra che “la vita di Gesù non poggia su grandezza umana, ma su perdono, misericordia e speranza. Questo è il nostro retaggio”.

Per entrambi, il messaggio di papa Leone XIV è chiaro: nessuno è fuori dalla portata della Croce. Questo spirito di riconciliazione e misericordia sarà il segno duraturo del suo pontificato.

Tradotto e adattato dal team di ewtn.it. L’originale si trova qui.

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