In occasione del 26 giugno, che segna il 50º anniversario della morte di San Josemaría Escrivá, fondatore dell’Opus Dei, l’attuale prelato della Prelatura, Mons. Fernando Ocáriz, ha offerto alcune riflessioni sulla riforma dell’“Opera”, parlando della proposta dei nuovi statuti già consegnata alla Santa Sede, e ha condiviso i dettagli del suo incontro con Papa Leone XIV in un’intervista rilasciata al quotidiano Avvenire dei vescovi italiani.
L’incontro del Prelato dell’Opus Dei con Papa Leone XIV
Il 14 maggio, a meno di una settimana dalla sua elezione a Successore di Pietro, Papa Leone XIV ha ricevuto in Vaticano Mons. Ocáriz, accompagnato dal suo vicario ausiliare, Mons. Mariano Fazio.
Il Prelato ha raccontato ad Avvenire che l’incontro “è stato un gesto di paternità, durante il quale il Papa ha manifestato vicinanza e affetto, come vero padre comune nella Chiesa. Il Santo Padre, tra le altre cose, ha chiesto informazioni sullo studio attuale degli statuti della Prelatura”.
“Leone XIV ha ascoltato con grande interesse le spiegazioni. Poi ha fatto riferimento alle festività mariane che coincidevano con il giorno della sua elezione”, ha sottolineato il prelato.
“In un clima familiare e di fiducia, ci ha impartito la sua benedizione, a me e a Mons. Mariano Fazio. È stata una gioia per tutte le persone dell’Opus Dei”, ha assicurato Mons. Ocáriz.
Parlando del Pontefice, il prelato ha detto che lo colpiscono “la sua profondità interiore, la sua serenità e, per così dire, la sua naturalezza. In un tempo spesso segnato dalla fretta e dal rumore, il Santo Padre sembra custodire un silenzio pieno di Dio, che si riflette nel suo modo di parlare, di ascoltare e di guardare: atteggiamenti che lo aiutano molto nel suo desiderio di unità”.
“In lui si percepisce una fede salda e vissuta, capace di generare speranza, e un senso di misericordia verso ogni persona”, ha aggiunto.
La proposta dei nuovi statuti dell’Opus Dei
Mons. Ocáriz ha commentato che “i cambiamenti che stiamo vivendo — anche nel processo di aggiornamento degli Statuti — sono un impulso a custodire l’essenziale. Desideriamo essere sempre più un aiuto vero, vicino e umile per tutti, nella Chiesa e nella società”.
Ha precisato inoltre che “l’Opera è chiamata a cambiare nella fedeltà al suo carisma. Cambiano i contesti culturali e sociali, cambiano le persone (che incarnano il messaggio in ogni epoca), ma l’essenziale resta: aiutare ogni persona a scoprire che Dio la chiama proprio là dove si trova”.
Il prelato ha voluto anche sottolineare che “rivedere gli statuti non è solo un esercizio giuridico, ma anche spirituale: ci aiuta a domandarci che cosa conta davvero, cosa serve meglio le persone e la missione. È un’opportunità per vivere più a fondo l’essenza evangelica del carisma”.
Papa Francesco aveva richiesto la modifica degli statuti dell’Opus Dei con il Motu Proprio Ad charisma tuendum, pubblicato il 14 luglio 2022. Dopo un lavoro congiunto tra l’Opera e il Vaticano, il prelato ha consegnato la proposta al Dicastero per il Clero l’11 giugno 2025.
“Il passo successivo è ora nelle mani delle autorità della Sede Apostolica”, ha sottolineato il prelato nell’intervista pubblicata in spagnolo sul sito web dell’Opus Dei.
Tradotto e adattato dal team di ewtn.it. L’articolo originale si trova qui.






