Città del Vaticano, 25 giugno 2025 – Al termine dell’udienza generale di questa mattina, Papa Leone XIV ha rivolto un accorato appello alla comunità internazionale e ha espresso la sua vicinanza alle vittime del vile attentato terroristico avvenuto nella chiesa greco-ortodossa di Mar Elias a Damasco, in Siria.
“Affidiamo le vittime alla misericordia di Dio – ha detto il Pontefice – e eleviamo le nostre preghiere per i feriti e i familiari”.
Un richiamo forte e commosso, che rinnova l’attenzione del Papa per i cristiani del Medio Oriente, spesso dimenticati o ridotti al silenzio.
“Ai cristiani del Medio Oriente dico: vi sono vicino, tutta la Chiesa vi è vicina”, ha affermato con forza il Santo Padre, ricordando come questo tragico evento “richiama la profonda fragilità che ancora segna la Siria”.
A quattordici anni dall’inizio della guerra civile, la Siria resta una terra martoriata dalla violenza, dalla povertà e dall’instabilità. Per questo Leone XIV ha chiesto con determinazione che la comunità internazionale non distolga lo sguardo:
“È fondamentale che continui a offrire sostegno alla Siria con gesti concreti di solidarietà e con un rinnovato impegno per la pace e la riconciliazione”.
“Si ascolti la voce dell’Altissimo”
Nel suo messaggio, il Papa ha poi rivolto un pensiero anche alle crisi in corso in altre aree del Medio Oriente, citando in particolare Iran, Israele e Palestina, e richiamando le parole profetiche di Isaia:
“Una nazione non alzerà più la spada contro un’altra nazione”.
Un’esortazione che diventa appello morale e spirituale all’intera umanità:
“Si ascolti questa voce che viene dall’Altissimo. Si curino le lacerazioni provocate dalle sanguinose azioni degli ultimi giorni. Si respinga ogni logica di prepotenza e di vendetta e si scelga con determinazione la via del dialogo, della diplomazia e della pace”.
Parole forti, pronunciate nel cuore della Chiesa universale, mentre il mondo continua a essere segnato da conflitti dimenticati e crisi irrisolte. Papa Leone XIV, con il suo magistero, invita ancora una volta i cristiani – e tutte le persone di buona volontà – a non abituarsi alla violenza, ma a rimanere vigili, solidali e operatori di riconciliazione.
Articolo pubblicato originariamente su acistampa.com. È stato successivamente riadattato dalla redazione di ewtn.it.






