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L’Opus Dei smentisce qualsiasi accordo con la Diocesi di Barbastro-Monzón su Torreciudad

Interno del Santuario di Torreciudad | Pubblico dominio
Interno del Santuario di Torreciudad | Pubblico dominio

L’Opus Dei ha smentito di aver raggiunto un accordo con la Diocesi di Barbastro-Monzón in merito al complesso monumentale di Torreciudad, contrariamente a quanto diffuso da alcuni media, e ha ribadito che resta in attesa della decisione del Commissario Pontificio nominato da Papa Francesco, Mons. Alejandro Arellano Cedillo.

In un comunicato diffuso martedì, la prelatura fondata da San Josemaría Escrivá ha dichiarato: «Alcuni media digitali di informazione religiosa hanno pubblicato dettagli su un presunto accordo tra la prelatura dell’Opus Dei e la Diocesi di Barbastro-Monzón. L’unica cosa certa, ad oggi, è che siamo in attesa della risoluzione che proporrà il Commissario Pontificio, Mons. Arellano».

Interpellato da ACI Prensa, il vescovado di Barbastro-Monzón ha scelto di non rilasciare dichiarazioni.

Il conflitto ha avuto inizio nel dicembre 2022, quando la diocesi ha notificato all’Opus Dei la risoluzione del contratto originario del 1962, un contratto di censo enfiteutico, sostenendone la “nullità assoluta” o, in via sussidiaria, la violazione delle condizioni stipulate.

Il vescovado aveva dato sei mesi di tempo per «restituire l’immagine della Vergine di Torreciudad alla sua collocazione originaria (l’eremo)» e «compiere tutte le azioni necessarie per il completo ritorno dell’Eremo, della foresteria e delle dipendenze annesse alla Diocesi».

Tale decisione era stata preceduta da una proposta dell’Opus Dei nel 2020, volta a ridefinire l’accordo, prevedendo il riconoscimento canonico del complesso come santuario diocesano, mentre originariamente, secondo il diritto canonico allora vigente, era registrato come oratorio semipubblico.

Nel 2023, il vescovo di Barbastro-Monzón ha nominato un sacerdote diocesano, esterno all’Opus Dei, come nuovo rettore di Torreciudad — una decisione senza precedenti in quasi cinquant’anni — aggravando ulteriormente la tensione. Successivamente, la diocesi ha presentato una “richiesta di conciliazione” presso un tribunale civile, preannunciando un’eventuale azione giudiziaria nel caso in cui non si raggiungesse un’intesa.

Nel settembre 2024, di fronte all’acuirsi del conflitto, la diocesi ha portato la questione in Vaticano, segnalando le “divergenze di criteri con la Prelatura dell’Opus Dei circa la regolarizzazione giuridica, canonica e pastorale di Torreciudad”.

Il 9 ottobre, Papa Francesco ha nominato Mons. Alejandro Arellano Cedillo, decano del Tribunale della Rota Romana, come Commissario Pontificio incaricato di risolvere la controversia sul complesso di Torreciudad.

All’inizio del 2025, il vescovo Ángel Pérez-Pueyo ha dichiarato in un’intervista: «Nessuna istituzione, per quanto numerosa, influente o rilevante sia, può usurpare la devozione popolare», con evidente riferimento all’Opus Dei.

Tradotto e adattato dal team di ewtn.it. L’originale si trova su aciprensa.com.

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