Papa Leone XIV celebra oggi il 43° anniversario della sua ordinazione sacerdotale
Il 19 giugno 1982, Robert Prevost veniva ordinato sacerdote dall’arcivescovo belga Jean Jadot nella cappella di Santa Monica, a pochi passi dal Vaticano. Aveva 27 anni. Cinque anni prima, il 2 settembre 1978, aveva emesso i voti religiosi per entrare nell’Ordine di Sant’Agostino.
La cappella di Santa Monica, situata accanto a Piazza del Sant’Uffizio —dove attualmente risiede il Pontefice—, ha per Leone XIV un significato simbolico speciale. Non solo fu il luogo della sua ordinazione sacerdotale, ma anche la chiesa che gli fu assegnata come titolo cardinalizio nel settembre 2023, pochi mesi prima della sua elezione al pontificato, avvenuta l’8 maggio scorso.
Secondo quanto riportato da Vatican News, l’immaginetta commemorativa della sua ordinazione presenta una raffigurazione dell’Ultima Cena, tratta da un’iconografia russa del XV secolo, e una citazione di Sant’Agostino che continua a ispirare profondamente il suo ministero:
“Non posso nutrirvi con pane ordinario, ma questa Parola è la vostra porzione. Vi nutro con la stessa mensa che nutre me. Sono vostro servo.”
(Discorso 339 di Sant’Agostino)
Queste parole hanno segnato la spiritualità del giovane sacerdote agostiniano, che poco dopo fu inviato come missionario in Perù, dove ha esercitato il suo ministero per quasi vent’anni, in particolare nella missione di Chulucanas, nella regione di Piura.
Anche nell’opera Esposizione sui Salmi (Salmo 103, III, 9), Sant’Agostino scriveva:
“Sei un buon servo di Cristo se servi coloro che Cristo ha servito… Colui che, con il suo sangue, ti ha reso libero, ti ha fatto mio servo… Che egli ci conceda di compiere bene questo servizio, perché, che lo vogliamo o no, siamo servi; ma se lo siamo per nostra volontà, allora serviamo non per necessità, ma per carità.”
Questo spirito di servizio è stato evocato dallo stesso Papa Leone XIV nella sua prima omelia per un’ordinazione sacerdotale come Vescovo di Roma, il 31 maggio scorso nella Basilica di San Pietro, durante la quale ha conferito l’ordine presbiterale a undici diaconi.
Davanti a loro ha affermato:
“L’amore di Cristo ci possiede. È un possesso che libera e ci rende capaci di non possedere nessuno. Liberare, non possedere. Siamo di Dio: non esiste ricchezza più grande dell’apprezzare e del condividere. È l’unica ricchezza che, nel donarsi, si moltiplica.”
Tradotto e adattato dalla redazione di ewtn.it. L’originale si trova su aciprensa.com.






