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Papa Leone XIV incontra il clero romano: “Camminiamo insieme, con fraternità e passione pastorale” – VIDEO

Grande partecipazione all’incontro del Santo Padre con il clero della Diocesi di Roma nell’Aula Paolo VI
Papa Leone XIV ha incontrato per la prima volta i sacerdoti operanti nella Diocesi di Roma, il 12 maggio 2025 | Vatican Media
Papa Leone XIV ha incontrato per la prima volta i sacerdoti operanti nella Diocesi di Roma, il 12 maggio 2025 | Vatican Media

Mattinata intensa e ricca di emozione nell’Aula Paolo VI, dove il clero della Diocesi di Roma ha incontrato il proprio Vescovo, Papa Leone XIV. Un momento carico di affetto e fraternità, come si è percepito fin dal saluto iniziale del cardinale Baldassare Reina, Vicario Generale della Diocesi e Arciprete della Basilica Papale di San Giovanni in Laterano.

Presentando i numeri della diocesi – 809 sacerdoti e 149 diaconi permanenti – il cardinale Reina si è soffermato soprattutto sul “carattere” del presbiterio romano:

«Il suo presbiterio, Santo Padre, è un presbiterio generoso, con un forte senso di appartenenza e con una passione pastorale molto marcata. Di fronte alle difficoltà reagisce in maniera positiva, è schietto nel riconoscere i problemi, con uno spiccato senso dell’umorismo e sempre pronto a ripartire per il bene della Chiesa e delle comunità».

Reina non ha però nascosto le difficoltà:

«Non siamo esenti dai condizionamenti culturali di questo tempo complesso, e spesso ci interroghiamo su come reagire rispetto alle tante spinte che ci arrivano da ogni dove».

Il saluto del Papa: “Vi ringrazio per la vita donata, anche nel silenzio e nella sofferenza”

Papa Leone XIV ha risposto con parole cariche di affetto:

«Vi saluto con affetto e amicizia. Grazie per la vita donata a servizio del Regno, per le vostre fatiche quotidiane, per tanta generosità nel ministero, per tutto ciò che vivete nel silenzio, a volte accompagnato da sofferenza o incomprensione».

Il Pontefice ha poi riflettuto sulla specificità della Diocesi di Roma, caratterizzata da una forte presenza internazionale:

«La nostra è una diocesi davvero particolare, perché tanti sacerdoti arrivano da diverse parti del mondo, specialmente per motivi di studio; e questo implica che anche la vita pastorale, soprattutto nelle parrocchie, sia segnata da questa universalità e dalla reciproca accoglienza».

Unità e comunione: antidoti alla stanchezza e all’isolamento

Papa Leone ha sottolineato l’importanza di due parole chiave: unità e comunione.

«Il Signore sa bene che solo uniti a Lui e uniti tra di noi possiamo portare frutto e dare una testimonianza credibile».

Ha quindi evidenziato come la comunione, a Roma, sia favorita da una tradizione di vita condivisa:

«Per antica consuetudine si vive insieme nelle canoniche, nei collegi o in altre residenze. Il presbitero è chiamato ad essere uomo di comunione, perché la vive per primo e continuamente la alimenta».

Tuttavia, il Papa ha riconosciuto gli ostacoli che oggi minacciano questa dimensione ecclesiale:

«Viviamo in un clima culturale che favorisce l’isolamento e l’autoreferenzialità. Nessuno è esente da queste insidie, che mettono alla prova la solidità della nostra vita spirituale e la forza del ministero».

E ha aggiunto:

«A volte sperimentiamo una stanchezza che nasce dalle fatiche vissute, dalla mancanza di comprensione o ascolto. Ma io desidero camminare con voi, per aiutarvi a ritrovare serenità nel ministero».

Lo slancio della fraternità presbiterale

A fronte delle sfide, Papa Leone ha rilanciato un appello accorato:

«Vi chiedo uno slancio nella fraternità presbiterale, che nasce da una solida vita spirituale, dall’incontro con il Signore e dall’ascolto della sua Parola. È la Parola la nostra linfa: solo se ci nutriamo di essa, possiamo vivere relazioni di amicizia, gareggiando nello stimarci a vicenda».

Ha quindi ribadito l’importanza del camminare insieme, come segno di fedeltà al Vangelo e testimonianza concreta di unità:

«Camminare insieme è sempre garanzia di fedeltà al Vangelo. Ognuno arricchisce la Chiesa con il proprio carisma, ma con il cuore rivolto all’unità del Corpo di Cristo».

Una chiamata alla trasparenza e all’esemplarità

Non è mancato l’invito all’autenticità della vita sacerdotale:

«Ve lo chiedo con il cuore di padre e pastore: impegniamoci ad essere sacerdoti credibili ed esemplari! Il Signore ci conosce, conosce i nostri limiti, ma ci ha affidato un tesoro prezioso di cui siamo ministri».

Il Papa ha quindi esortato i sacerdoti a lasciarsi riaccendere dalla chiamata originaria:

«Lasciatevi attrarre ancora dalla chiamata del Maestro, per riscoprire l’amore della prima ora, quello che ha sostenuto le vostre scelte forti e le rinunce coraggiose. In una vita umile e fedele, potremo manifestare la forza rinnovatrice del Vangelo».

Le sfide del mondo e l’esempio di grandi sacerdoti

Papa Leone XIV ha infine menzionato le numerose sfide del tempo presente:

«Ci feriscono le violenze, le disuguaglianze, le povertà, le tante forme di emarginazione. Non sono realtà lontane: riguardano anche la nostra Roma, segnata da gravi emergenze come quella abitativa».

E ha concluso ricordando figure luminose del sacerdozio:

«Penso a don Primo Mazzolari, don Lorenzo Milani, e don Luigi Di Liegro, profeti di pace e di giustizia, che hanno saputo dare la vita per cercare vie di speranza e promozione umana. Attribuiamoci alla forza dei loro esempi per gettare semi di santità nella nostra città».

Articolo originariamente pubblicato qui, e riadattato dal team di ewtn.it.

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Antonio Tarallo

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