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Papa Leone XIV disponibile a trovare la data comune della Pasqua tra cattolici e ortodossi

Udienza del Papa ai partecipanti al Simposio Ecumenico dedicato al 1700.mo Anniversario del Concilio di Nicea || Credit: Vatican Media

L’udienza del Papa ai partecipanti al Simposio Ecumenico dedicato al 1700° Anniversario del Concilio di Nicea

“Vorrei riaffermare la disponibilità della Chiesa Cattolica alla ricerca di una soluzione ecumenica che favorisca una celebrazione comune della resurrezione del Signore e, di conseguenza, dia maggiore forza missionaria alla nostra predicazione del «nome di Gesù e della salvezza che nasce dalla fede nella verità salvifica del Vangelo»”. Papa Leone XIV con questa affermazione ha salutato oggi i partecipanti al Simposio Ecumenico dedicato al 1700° Anniversario del Concilio di Nicea, sul tema “Nicea e la Chiesa del Terzo Millennio: Verso l’Unità CattolicoOrtodossa”, che si chiude oggi all’Università Pontificia San Tommaso d’Aquino – Angelicum.

Per il Papa è chiaro che “il Concilio di Nicea non è solo un evento del passato, ma una bussola che deve continuare a guidarci verso la piena unità visibile di tutti i cristiani.” Ed è per questo, dice: “sono convinto che ritornando al Concilio di Nicea e attingendo insieme a questa sorgente comune, saremo in grado di vedere in una luce diversa i punti che ancora ci separano. Attraverso il dialogo teologico e con l’aiuto di Dio, otterremo una migliore comprensione del mistero che ci unisce. Celebrando insieme questa fede nicena e proclamandola insieme, avanzeremo anche verso il ripristino della piena comunione tra noi”.

Un pensiero anche alla sinodalità. “Il contributo dei delegati fraterni delle Chiese e delle comunità ecclesiali dell’Oriente e dell’Occidente al recente Sinodo sulla sinodalità,- dice il Papa – tenutosi qui in Vaticano, è stato uno stimolo prezioso per una maggiore riflessione sulla natura e sulla pratica della sinodalità”.

La disponibilità al dialogo teologico sulla Pasqua e la ricerca dell’ unità per il Papa passano comunque attraverso la preghiera perché “l’unità sarà un dono ricevuto «come Cristo vuole e con i mezzi che Egli vuole» (Preghiera per l’unità di p. Paul Couturier), attraverso l’azione dello Spirito Santo”. E conclude con una preghiera tratta dalla tradizione orientale: “O Re Celeste, Consolatore, Spirito di Verità che sei ovunque e riempi ogni cosa; Tesoro di Benedizioni e Datore di vita, vieni e dimora in noi, purificaci da ogni impurità e salva, Benigno, le nostre anime”.

Il simposio ecumenico si era aperto con la relazione del Cardinale Kochorganizzato dall’Istituto di Studi Ecumenici “Œcumenicum” dell’Angelicum e dall’Associazione Teologica Ortodossa Internazionale (IOTA), in collaborazione con il Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e con il contributo di 25 istituzioni accademiche. Più di 250 i partecipanti (ecclesiastici, membri di commissioni di dialogo, ufficiali di organismi ecumenici, studiosi) provenienti dalle maggiori tradizioni cristiane (cattolica, ortodossa, ortodossa orientale, anglicana, luterana, riformata, battista). Al centro la riflessione su come il Concilio di Nicea possa rappresentare un terreno comune per l’unità dei cristiani, su come la sinodalità e il primato possano promuovere la comunione ecclesiale, e la celebrazione comune della Pasqua possa sostenere la riconciliazione tra i cristiani.

Il cardinale aveva ricordato Il Credo del Concilio di Nicea non è solo il risultato di una riflessione teologica, precisa ancora il cardinale Koch, ma l’espressione di uno sforzo da parte dei vescovi verso una formulazione ortodossa e dossologicamente appropriata della fede cristiana. In questa prospettiva, è stato un evento pienamente sinodale e tale deve essere considerato anche l’anniversario che quest’anno si celebra.

Per il dialogo cattolico-ortodosso, ha spiegato Koch, il documento base resta Conseguenze ecclesiologiche e canoniche della natura sacramentale della Chiesa: Comunione ecclesiale, conciliarità e autorità”, adottato nell’assemblea plenaria di Ravenna del 2007, in cui c’è la convinzione teologica che sinodalità e primato sono reciprocamente dipendenti, e che questa interdipendenza deve essere realizzata a tutti i livelli della Chiesa – locale, regionale e universale.

Questo articolo è stato pubblicato su ACI Stampa e ripreso dal team di EWTN Italia

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Angela Ambrogetti

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