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Pentecoste: 8 chiavi per comprendere una delle solennità più importanti della Chiesa

Vetrata della Pentecoste in una chiesa nella città di Bayeux, Francia. | Credito: Jorisvo / Canva
Vetrata della Pentecoste in una chiesa nella città di Bayeux, Francia. | Credito: Jorisvo / Canva

La Solennità di Pentecoste è una delle feste più importanti dell’anno liturgico cattolico, celebrata cinquanta giorni dopo la Pasqua. In questa data la Chiesa fa memoria della discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli, evento che segna l’inizio della missione evangelizzatrice della Chiesa nel mondo.

1. L’origine del nome: “Pentecoste” significa “cinquantesimo”

Il termine deriva dal greco pentēkostḗ hēméra, che significa “cinquantesimo giorno” dopo la Pasqua. Nell’Antico Testamento questa festa coincide con la festa delle settimane o delle primizie, e si celebrava cinquanta giorni dopo la Pasqua ebraica.

Nell’ebraismo è oggi conosciuta come Shavuot (in ebraico: “Settimane”).

Nel mondo anglosassone, Pentecoste era chiamata anche Whitsunday (Domenica Bianca), probabilmente in riferimento alle vesti bianche dei neofiti.

2. Una festa con molti nomi

Pentecoste è anche chiamata “festa delle settimane”, “festa della mietitura” o “giorno delle primizie”, a seconda del contesto biblico. Questi nomi riflettono la sua origine agricola come ringraziamento a Dio per il raccolto.

3. Pentecoste nell’Antico Testamento: festa della mietitura

Nel Deuteronomio si legge:

«Conterai sette settimane; da quando comincerai a mettere la falce al grano, comincerai a contare sette settimane. Celebrerai quindi la festa delle Settimane per il Signore tuo Dio con l’offerta spontanea delle tue mani, che darai secondo la benedizione che il Signore tuo Dio ti avrà concessa»
(Deuteronomio 16, 9-10 — CEI 2008)

Era dunque una festa di gratitudine, in cui si offrivano a Dio le primizie del raccolto.

4. Il compimento della promessa di Cristo

Nel Vangelo secondo Luca, Gesù annuncia:

«Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
(Luca 24, 46-49 — CEI 2008)

Questo si compie nel giorno di Pentecoste, quando lo Spirito Santo scende sugli Apostoli.

5. I simboli dello Spirito Santo: vento e fuoco

Il libro degli Atti degli Apostoli descrive così il giorno di Pentecoste:

«Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi».
(Atti 2, 1-4 — CEI 2008)

Il vento è un simbolo fondamentale dello Spirito: in greco pneuma significa sia “spirito” che “soffio” o “vento”.

Il fuoco, invece, è simbolo di trasformazione e santificazione. Come spiega il Catechismo della Chiesa Cattolica:

«Il fuoco, mentre l’acqua significava la nascita e la fecondità della vita donata nello Spirito Santo, simboleggia l’energia trasformante degli atti dello Spirito Santo. […] Il fuoco dello Spirito Santo trasforma quanto tocca»
(CIC, n. 696)

6. Il significato delle “lingue” di fuoco e delle “lingue” parlate

Nel testo greco, la parola glōssai indica sia le “lingue” di fuoco che le lingue parlate. Questo doppio significato mette in evidenza l’azione miracolosa dello Spirito: le lingue come fiamme conducono al parlare in nuove lingue, cioè idiomi, come segno dell’universalità del Vangelo.

7. Lo Spirito Santo è la terza Persona della Trinità

Come insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica:

«Lo Spirito Santo è la terza Persona della Santissima Trinità. È Dio uno e uguale al Padre e al Figlio»
(CIC, n. 685)

E ancora:

«Gesù non rivela pienamente lo Spirito Santo se non dopo la sua Risurrezione. Tuttavia lo allude progressivamente, anche nel suo insegnamento alle folle, quando rivela che la sua carne sarà cibo per la vita del mondo»
(CIC, n. 728)

Lo Spirito è persona, non una forza impersonale. Ha un’opera propria, è colui che guida, consola, illumina e santifica.

8. Pentecoste: partecipare alla vita divina e testimoniarla

Il 27 maggio 2012, Papa Benedetto XVI spiegava così il significato della Pentecoste:

«Questa solennità ci fa ricordare e rivivere l’effusione dello Spirito Santo sugli Apostoli e sui discepoli, riuniti in preghiera con la Vergine Maria nel Cenacolo. Gesù, risorto e asceso al cielo, manda alla Chiesa il suo Spirito, perché ogni cristiano possa partecipare alla sua stessa vita divina e diventi suo testimone nel mondo. Lo Spirito Santo irrompe nella storia, sconfigge la sua aridità, apre i cuori alla speranza, stimola e favorisce in noi la maturazione interiore nella relazione con Dio e con il prossimo»
(Benedetto XVI, Omelia nella Solennità di Pentecoste, 27 maggio 2012)

Tradotto e adattato dal team di EWTN Italia. L’originale si trova qui.

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