Celestino V, nato Pietro Angelerio (o Angeleri), detto Pietro da Morrone, nacque intorno al 1209 in Molise, forse a Isernia o a Sant’Angelo Limosano. È stato il 192º papa della Chiesa cattolica, con un pontificato breve ma di grande significato spirituale: dal 29 agosto al 13 dicembre 1294.
Figlio di contadini, fin da giovane mostrò una forte vocazione ascetica. Dopo un periodo di studio a Roma, si ritirò come eremita prima sul monte Morrone e poi sui monti della Maiella, vivendo in preghiera e solitudine. Nel 1244 fondò una congregazione monastica approvata da papa Gregorio X, che divenne l’Ordine dei Celestini.
Nel 1294, dopo oltre due anni di sede vacante e infruttuose elezioni, Pietro da Morrone fu scelto come papa in virtù della sua fama di santità e spiritualità. Accettò con riluttanza e fu incoronato all’Aquila, nella basilica di Santa Maria di Collemaggio, da lui fatta costruire anni prima.
Tra i suoi atti più significativi vi fu l’istituzione della Perdonanza: un’indulgenza plenaria concessa a chi, confessato e pentito, si reca ogni anno il 28 e 29 agosto nella basilica aquilana. Questa celebrazione anticipò il Giubileo, ed è ancora oggi viva nella città.
Tuttavia, la sua inesperienza nei meccanismi della Curia romana e le pressioni politiche lo spinsero, dopo pochi mesi, a rinunciare al pontificato: lo fece il 13 dicembre 1294, primo papa della storia a compiere un atto simile in modo consapevole e formale.
Ritiratosi, fu fatto imprigionare da Bonifacio VIII, temendo che potesse diventare simbolo di divisione. Morì il 19 maggio 1296 nel castello di Fumone e venne sepolto nella basilica di Collemaggio, dove tutt’oggi riposano le sue spoglie.
Canonizzato nel 1313, è venerato come santo dalla Chiesa cattolica con il nome di San Pietro Celestino, patrono di Isernia e compatrono dell’Aquila. La sua memoria liturgica si celebra il 19 maggio.






