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Oggi ricordiamo il beato Alvaro del Portillo, successore di san Josemaria Escriva e prelato dell’Opus Dei

Ingegnere, sacerdote e vescovo, il beato Alvaro del Portillo fu guida serena e fedele dell’Opus Dei. Beatificato nel 2014, è ricordato ogni 12 maggio
Il Beato Alvaro del Portillo, 12 maggio | ewtn.it
Il Beato Alvaro del Portillo, 12 maggio | ewtn.it

Ogni 12 maggio si commemora il Beato Álvaro del Portillo, vescovo spagnolo e figura di spicco della Prelatura della Santa Croce e dell’Opus Dei, più comunemente conosciuta come Opus Dei [opera di Dio], sempre ricordato per il suo spirito sereno, affabile e profondamente spirituale.

Monsignor Álvaro del Portillo, affettuosamente chiamato ancora oggi “Don Álvaro”, fu il primo successore di San Josemaría Escrivá de Balaguer alla guida della Prelatura. San Josemaría aveva fondato l’Opus Dei il 2 ottobre 1928.

Don Álvaro era ingegnere civile di formazione (ingegnere delle strade), titolo che ottenne insieme ai dottorati in Filosofia e in Diritto Canonico.

Nel cuore della Chiesa

Álvaro del Portillo nacque a Madrid (Spagna) l’11 marzo 1914, in una famiglia profondamente religiosa. Entrò a far parte dell’Opus Dei nel 1935, mentre era studente presso la Scuola di Ingegneria Civile di Madrid.

Il 25 giugno 1944, al termine degli studi civili ed ecclesiastici, fu ordinato sacerdote nella capitale spagnola dal vescovo locale, Mons. Eijo y Garay. Svolse il suo ministero nella diocesi di Madrid fino al 1946, quando fu trasferito a Roma (Italia). Qui poté proseguire i suoi studi e conseguì il dottorato in Filosofia e Lettere, nonché in Diritto Canonico.

Álvaro del Portillo fu consultore di vari dicasteri della Curia romana e partecipò al Concilio Vaticano II, dove ricoprì l’incarico di segretario della commissione che redasse il decreto Presbyterorum Ordinis, sul ministero e la vita dei presbiteri. Ebbe anche un rapporto molto stretto con diversi Pontefici, in particolare con San Paolo VI, uno dei suoi primi amici a Roma prima dell’elezione al papato.

Alla morte di San Josemaría Escrivá, nel 1975, Don Álvaro fu scelto come suo successore alla guida dell’Opus Dei. Guidò la Prelatura per 19 anni, fino al giorno della sua morte.

Pastore di anime

Il 28 novembre 1982, con l’erezione dell’Opus Dei a Prelatura personale, Papa San Giovanni Paolo II nominò Don Álvaro come Prelato. Successivamente, il 6 gennaio 1991, lo stesso Pontefice gli conferì l’ordinazione episcopale.

Álvaro del Portillo morì il 23 marzo 1994, all’età di 80 anni, dopo aver partecipato a un pellegrinaggio in Terra Santa. San Giovanni Paolo II volle pregare personalmente davanti alle sue spoglie durante il funerale, come segno di riconoscenza per il servizio reso da Don Álvaro al popolo di Dio.

Verso gli altari

Il 5 luglio 2013 fu riconosciuto ufficialmente il miracolo attribuito all’intercessione di Don Álvaro: la guarigione del neonato cileno José Ignacio Ureta Wilson, che, a pochi giorni dalla nascita, affrontò gravi complicazioni mediche.

All’età di un mese, José Ignacio fu colpito da un arresto cardiaco durato tra i 30 e i 45 minuti. I suoi genitori pregarono Don Álvaro e il bambino sopravvisse. Oggi José Ignacio gode di buona salute e non presenta conseguenze gravi.

Don Álvaro è stato beatificato a Valdebebas (Madrid) dal Cardinale Angelo Amato il 27 settembre 2014, durante una Messa a cui hanno partecipato oltre 200.000 persone provenienti da tutto il mondo.

Tradotto e adattato dalla redazione di ewtn.it. L’originale si trova qui.

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