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Oggi festeggiamo San Domenico Savio, patrono delle donne incinta

San Domenico Savio, il 6 maggio | ewtn.it
San Domenico Savio, il 6 maggio | ewtn.it

Ogni 6 maggio la Chiesa Cattolica celebra San Domenico Savio (1842-1857), il giovane discepolo di San Giovanni Bosco nell’Oratorio di San Francesco di Sales.

Domenico, data la sua maturità spirituale, divenne santo in giovane età; è l’unico che, senza aver subito il martirio, è stato elevato agli altari a soli quattordici anni.

Chi non vuole essere felice?

“Voglio diventare santo!”, esclamava Domenico ogni volta che gli si presentava una buona occasione per impegnarsi. Era questo il suo modo gioioso di rivolgersi a Dio, offrendo con amore ogni istante della sua vita.

Questo giovane italiano è il patrono dei bambini che cantano nei cori delle chiese e di tutti coloro che partecipano al ministero della musica. È anche patrono delle donne in gravidanza, grazie a un incarico ricevuto dalla Vergine Maria che ha portato a compimento con il sostegno del suo maestro, San Giovanni Bosco.

L’Oratorio di San Francesco di Sales e la Compagnia di Maria

Domenico Savio nacque a San Giovanni da Riva, in Piemonte, nel 1842. Fin da piccolo si sentì chiamato al sacerdozio e, appena conobbe Don Bosco nell’ottobre del 1854, gli chiese di entrare nell’Oratorio di San Francesco di Sales a Torino.

Lì fondò un gruppo di amici devoti chiamato “Compagnia dell’Immacolata”, per la quale scrisse un “regolamento” che Don Bosco approvò con minime modifiche.

Insieme ai suoi compagni della Compagnia frequentava i sacramenti, recitava il Rosario, aiutava nei lavori domestici e si prendeva cura dei ragazzi più difficili. Era sempre allegro; un bambino come gli altri, a cui piaceva giocare e studiare, ma con una disposizione interiore unica: voleva facilitare tutto a Gesù, evitando qualsiasi cosa potesse danneggiare l’amicizia con Lui.

Don Bosco

Il primo biografo di San Domenico Savio fu proprio San Giovanni Bosco. Il fondatore dei salesiani desiderava conservare per iscritto la vita esemplare e piena d’amore del piccolo Domenico. Animato da questo desiderio, scrisse la biografia del ragazzo. Si racconta che, dopo averla completata, la rileggeva spesso. E ogni volta le lacrime gli rigavano le guance.

Nella biografia Vita del giovanetto Savio Domenico, allievo dell’Oratorio di San Francesco di Sales (1859), Don Bosco narrò non solo gli episodi che rivelavano la maturità spirituale di Domenico, ma anche quelli in cui scherzava con gli amici o faceva sorridere. Rimangono impresse anche le immagini di Domenico assorto dopo la Comunione o inginocchiato in preghiera in cappella.

Nella stessa Vita, si racconta un episodio singolare.

Un giorno, Don Bosco trovò Domenico nel coro della chiesa. Raccontò: «Mi avvicino e lo trovo che parlava e poi taceva, come se ascoltasse una risposta; tra le parole udii chiaramente: “Sì, mio Dio, te l’ho detto e te lo ripeto: ti amo e voglio amarti fino alla morte. Se vedi che devo offenderti, mandami la morte; sì, meglio morire che peccare”». Quando Don Bosco gli chiese cosa stesse facendo, Domenico rispose: “A volte mi assalgono distrazioni tali da farmi perdere il filo della preghiera, e mi sembra di vedere cose così belle che le ore mi volano via”.

Intercessore delle donne in attesa

Durante il processo di canonizzazione, la sorella di Domenico, Teresa, raccontò che un giorno il santo chiese a Don Bosco il permesso di tornare a casa. Don Bosco gli chiese il motivo, e Domenico rispose: “Mia madre sta molto male e la Madonna vuole guarirla”.

Il sacerdote chiese chi glielo avesse detto, e Domenico rispose che non glielo aveva detto nessuno, ma che ne era certo. Don Bosco, che conosceva i doni spirituali del ragazzo, gli concesse il permesso e del denaro per il viaggio.

Il 12 settembre 1856, una volta arrivato a Mondonio, Domenico scoprì che sua madre era incinta e soffriva fortemente. La abbracciò, la baciò e si sedette accanto a lei. La madre lo mandò dai vicini. Quando arrivò il medico, constatò che la donna stava bene.

Durante i preparativi per il parto, si scoprì al collo della madre un nastro verde cucito come uno scapolare: era il regalo di Domenico, segno che la Vergine le sarebbe stata accanto. Quello stesso giorno nacque la sorella di Domenico, Caterina.

In seguito, Domenico chiese alla madre di conservare lo scapolare e di prestarlo alle donne del paese che ne avessero bisogno. Così fu, e molte ricevettero grazie particolari.

“Preferisco morire piuttosto che peccare” (Domenico Savio)

Non passarono molti giorni prima che Domenico dovette lasciare di nuovo l’Oratorio. Le sue condizioni peggiorarono: sembrava si trattasse di una polmonite. Tornò a Mondonio, dove morì il 9 marzo 1857, a soli quattordici anni. Prima di morire, con il suo ultimo respiro, esclamò: “Che cosa meravigliosa vedo!” — beata visione del Cielo!

Tradotto e adattato dal team di ewtn.it. L’originale si trova qui.

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