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Come viene eletto il Papa? 8 passi dalla Sede Vacante all’Habemus Papam

Piazza San Pietro il 26 aprile 2025, giorno del funerale di Papa Francesco | Credit: Daniel Ibanez / EWTN News
Piazza San Pietro il 26 aprile 2025, giorno del funerale di Papa Francesco | Credit: Daniel Ibanez / EWTN News

Dopo la morte di Papa Francesco, il governo della Chiesa Cattolica e la responsabilità di eleggere un nuovo Vescovo di Roma sono passati al Collegio Cardinalizio, in particolare alla figura del cardinale camerlengo, l’irlandese-statunitense Kevin Joseph Farrell, e ai suoi assistenti.

I cardinali sono dignitari della Chiesa di Roma, scelti personalmente dal Papa, le cui principali funzioni sono quella di consigliare il Pontefice nel governo della Chiesa e quella di eleggere un nuovo Santo Padre. I cardinali si distinguono per la loro tipica veste rossa.

Come si elegge il Papa?

1. Sede Vacante

Si definisce “sede vacante” il periodo che intercorre tra la morte o le dimissioni di un vescovo – in questo caso, del Papa come Vescovo di Roma – e l’elezione del successore di Pietro.

Spetta al camerlengo “verificare ufficialmente la morte del Pontefice” e organizzare tutto ciò che riguarda la sua sepoltura. Inoltre, il camerlengo deve provvedere alla preparazione del conclave, per il quale tutti i cardinali elettori del mondo devono riunirsi nella Città del Vaticano.

2. Congregazioni generali

Sono riunioni durante le quali i cardinali riflettono sulle necessità e le sfide che la Chiesa Cattolica affronta a livello mondiale e, di conseguenza, sul profilo che il nuovo Papa dovrebbe avere.

Alle Congregazioni generali devono partecipare tutti i cardinali non legittimamente impediti a votare nel conclave. Hanno invece diritto ad assentarsi quelli che, per età o impedimenti, non possono partecipare all’elezione papale.

Esistono anche le Congregazioni particolari, formate dal camerlengo e da tre cardinali assistenti, che si occupano delle questioni pratiche e di minore importanza.

3. Annuncio del conclave

Dopo le esequie del Papa, il Collegio Cardinalizio annuncia la data di inizio del conclave. La Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis stabilisce che il conclave deve iniziare 15 giorni dopo la vacanza della Sede Apostolica, anche se il Collegio dei Cardinali può decidere un’altra data, che comunque non può superare i 20 giorni dalla vacanza della sede.

I cardinali, riuniti nella quinta Congregazione generale lunedì 28 aprile, hanno stabilito che il conclave inizierà il 7 maggio.

Tutti i cardinali elettori sono alloggiati, salvo cause di forza maggiore, presso la Casa Santa Marta, istituita da San Giovanni Paolo II come residenza ufficiale dei cardinali durante il conclave, secondo quanto previsto dalla Universi Dominici Gregis.

4. Inizio del conclave

Anche se Papa San Paolo VI stabilì nel 1975 che il numero dei cardinali elettori non debba superare i 120, con i recenti concistori di Papa Francesco questa cifra ha raggiunto i 138. Tuttavia, a causa di alcune assenze, saranno 134 i porporati che si riuniranno all’interno della Cappella Sistina.

Prima dell’inizio delle votazioni, il cardinale decano Giovanni Battista Re celebrerà una Messa nella Basilica di San Pietro per invocare l’assistenza dello Spirito Santo.

5. Processione e giuramento

Tutti i cardinali elettori si riuniscono nella Cappella Paolina del Vaticano per un momento di preghiera, per poi trasferirsi in processione, cantando le Litanie dei Santi e il Veni Creator, fino alla Cappella Sistina.

Lì, con la mano destra sugli Evangeliari, ciascun cardinale presta individualmente giuramento di assoluto segreto riguardo allo svolgimento dell’elezione.

Dopo il giuramento, il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, Mons. Diego Ravelli, pronuncia l’Extra omnes![Tutti fuori!], con cui ordina a tutti i non partecipanti al conclave di lasciare la Cappella Sistina per dare inizio alle votazioni.

6. Votazioni e scrutini

Il cardinale Pietro Parolin, in quanto cardinale vescovo di grado più elevato, presiederà il conclave. Per essere eletto, un cardinale deve ottenere i due terzi dei voti.

Nel primo giorno si tiene una sola sessione di voto. A partire dal secondo giorno, si tengono fino a quattro votazioni (due al mattino e due al pomeriggio). Se dopo tre giorni non si raggiunge un consenso, le votazioni vengono sospese per un giorno.

7. Fumate

Dopo ogni sessione, le schede e le eventuali note vengono bruciate. Se dalla canna fumaria della Cappella Sistina esce fumo nero, significa che non è stato raggiunto un accordo. Solo con l’accettazione dell’eletto si vedrà uscire fumo bianco. Il colore delle fumate è garantito da specifiche sostanze chimiche, appositamente scelte per evitare ambiguità.

8. Habemus Papam

Il cardinale protodiacono, ovvero il più anziano tra i cardinali dell’ordine diaconale – attualmente il francese Dominique Mamberti – è incaricato di annunciare al mondo l’elezione del nuovo Successore di Pietro dopo la fumata bianca.

Davanti ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro, pronuncerà la formula tradizionale:

«Annuntio vobis gaudium magnum: Habemus Papam»
[Vi annuncio una grande gioia: abbiamo un Papa!]

Tradotto e adattato dal team di ewtn.it. L’originale si trova qui.

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