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Perché il Sabato Santo è il giorno del “grande silenzio”?

Vasilij Grigor'evič Perov, Il compianto e la preparazione per la sepoltura di Gesù | wiki
Vasilij Grigor'evič Perov, Il compianto e la preparazione per la sepoltura di Gesù | wiki

Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma che il Sabato Santo è un giorno di “grande silenzio” a causa della morte di Cristo, il quale, il terzo giorno, nella Domenica di Risurrezione, sconfigge definitivamente la morte, il peccato e il male.

In questo articolo ti spieghiamo cosa significa che il Sabato Santo sia un giorno segnato dal silenzio.

La spiegazione del Catechismo si trova nei numeri dal 631 al 637, che illustrano la parte del Credo in cui professiamo:
«Gesù Cristo discese agli inferi, il terzo giorno risuscitò da morte».

Il Credo – spiega il Catechismo – «confessa in un solo articolo di fede la discesa di Cristo agli inferi e la sua risurrezione dai morti il terzo giorno, poiché è nella sua Pasqua che, dal fondo della morte, Egli fa scaturire la vita».

Prima della risurrezione – prosegue il testo – «Gesù rimase nella dimora dei morti» (cfr. Eb 13,20). Questo è il primo significato attribuito dalla predicazione apostolica alla discesa di Gesù agli inferi: Cristo conobbe la morte come tutti gli uomini e raggiunse le anime nella dimora dei morti. Ma vi discese come Salvatore, per annunciare la buona novella agli spiriti che vi si trovavano prigionieri.

Poiché Gesù è morto, nel Sabato Santo «un grande silenzio avvolge la terra; un grande silenzio e una grande solitudine. Un grande silenzio, perché il Re dorme».

E ancora: «La terra è impaurita e tace, perché Dio si è addormentato nella carne e ha risvegliato coloro che da secoli dormivano».

Gesù dunque «va a cercare il nostro primo padre come fosse la pecora smarrita. Vuole visitare quelli che vivono nelle tenebre e nell’ombra di morte. Lui, che è allo stesso tempo Dio e Figlio di Dio, va a liberare Adamo ed Eva dalle loro prigioni e dalle loro sofferenze».

Il Catechismo precisa inoltre che nella Bibbia gli “inferi” (o ade) sono «la dimora dei morti, dove Cristo discese dopo essere morto, poiché coloro che vi si trovavano erano privi della visione di Dio. Questo era, infatti, lo stato di tutti i morti – giusti o malvagi – in attesa del Redentore».

In questo senso, «la discesa agli inferi è il compimento pieno dell’annuncio evangelico della salvezza».

«È l’ultima fase della missione messianica di Gesù, una fase racchiusa nel tempo ma immensa nel suo significato reale: l’estensione dell’opera redentrice a tutti gli uomini di tutti i tempi e di tutti i luoghi, poiché tutti coloro che si salvano partecipano alla Redenzione», sottolinea il Catechismo.

In questo modo, Cristo “ha annientato mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, e ha liberato tutti quelli che per timore della morte erano soggetti a schiavitù per tutta la vita”.

Tradotto e adattato dal team di ewtn.it. L’originale si trova qui.

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