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Oggi celebriamo il Giovedì Santo, il giorno dell’Ultima Cena del Signore

Giovedì Santo, il 17 aprile | ewtn.it
Giovedì Santo, il 17 aprile | ewtn.it

Oggi, 17 aprile, è Giovedì Santo, il giorno in cui Gesù celebrò l’Ultima Cena con i suoi apostoli e istituì due sacramenti per la salvezza dell’umanitàl’Eucaristia e l’Ordine Sacro.

Il Giovedì Santo rappresenta la “porta d’ingresso” al Triduo Pasquale, ovvero l’inizio del periodo più importante della Settimana Santa, in cui commemoriamo la Passione, Morte e Risurrezione del nostro Signore.

Papa Francesco, durante l’Udienza Generale del 31 marzo 2021, diceva:

“La sera del Giovedì Santo, entrando nel Triduo pasquale, rivivremo la Messa che si chiama in Coena Domini [nella Cena del Signore], cioè la Messa in cui si commemora l’Ultima Cena, ciò che accadde in quel momento. È la sera in cui Cristo lasciò ai suoi discepoli il testamento del suo amore nell’Eucaristia, non come semplice ricordo, ma come memoriale, come sua presenza perenne. Ogni volta che si celebra l’Eucaristia… si rinnova questo mistero della redenzione”.

La Messa nella Cena del Signore è il momento centrale del Giovedì Santo, ma non è l’unica celebrazione eucaristica del giorno, come vedremo di seguito.


Celebrazioni liturgiche del Giovedì Santo

1. La Messa Crismale

Nel Giovedì Santo si celebrano due Messe molto importanti.

Al mattino si celebra la cosiddetta Messa Crismale, nella quale viene consacrato il Sacro Crisma e vengono benedetti gli oli che saranno usati nei sacramenti dell’iniziazione cristiana. Nel pomeriggio – come ricordava il Papa – ha luogo la Messa nella Cena del Signore, il momento liturgico centrale della giornata.

Durante la Messa Crismale, inoltre, tutti i presbiteri e sacerdoti incardinati nella diocesi rinnovano le promesse sacerdotali davanti al proprio vescovo.

Nella Messa della Cena del Signore, celebrata sul far della sera, si commemora l’ultima Pasqua vissuta da Gesù con i suoi apostoli, Pasqua che verrà ridefinita a partire dal sacrificio di Cristo sulla Croce.

2. La Messa della Cena del Signore: “Un comandamento nuovo”

La Chiesa cattolica celebra il Giovedì Santo con una liturgia eucaristica molto speciale, ricca di profondi significati. Durante la celebrazione, il sacerdote, imitando Cristo, compie il rito della lavanda dei piedi a dodici persone della comunità – ognuna di esse come rappresentante di uno degli apostoli.

Con questo gesto, è Gesù stesso che si pone di fronte ad ogni uomo, facendosi paradigma – modello e misura – dell’amore attraverso il servizio:

“Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l’esempio, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi” (Gv 13,14-15).

Con lo sguardo fisso sul Maestro, ascoltiamo ancora la sua voce che ci dice:

“Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri” (Gv 13,34).

Dal Signore riceviamo il “comandamento nuovo” della caritàla proposta più grandela sfida più altal’avventura più bella. È l’iniziativa divina più importante, perché rappresenta un invito al quale possiamo rispondere cooperando con la sua grazia sovrabbondante.

Alcuni anni fa, in un’intervista ad ACI Prensa, il sacerdote e teologo P. Donato Jiménez, O.A.R., ricordava che nel Giovedì Santo dobbiamo cogliere l’occasione per riconciliarci con il prossimo, interiorizzando l’insegnamento di Gesù sulla carità. Jiménez sottolineava anche come molte persone partecipino alla Messa della Cena del Signore per un atto di fede, cosa senz’altro buona, ma alla quale bisogna aggiungere “un cuore disposto a comprendere il senso dell’amore verso il prossimo”.


Cosa non dobbiamo perdere di vista: la vita sacramentale

Non dobbiamo dimenticare che oggi celebriamo anche l’istituzione del Sacramento dell’Ordine Sacro, insieme a quella dell’Eucaristia.

Questo significa che Gesù ha segnato un “prima” e un “dopo” nella vita della grazia, alla quale ciascuno è chiamato a partecipare e a crescere. Questo passaggio avvenne quando Gesù spezzò il pane nell’Ultima Cena e disse agli apostoli:

“Fate questo in memoria di me”.

Nelle parole di P. Jiménez:

“In questo giorno Gesù lascia il suo testamento: l’Eucaristia, il sacerdozio e il comandamento di amarci gli uni gli altri”.

Tradotto e adattato dalla redazione di ewtn.it. L’originale si trova qui.

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