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Il Patriarca Caldeo di Baghdad: “Anche i musulmani pregano per la guarigione del Papa”

Papa Francesco con l'ayatollah Al-Sistani, il 6 marzo 2021
Papa Francesco con l'ayatollah Al-Sistani, il 6 marzo 2021 | Vatican Media

Il Patriarca Caldeo di Baghdad, il Cardinale Louis Raphael Sako, ha raccontato con emozione che gran parte della popolazione irachena è rimasta sconvolta dalla notizia del ricovero di Papa Francesco lo scorso 14 febbraio e che perfino “i musulmani pregano per la sua guarigione”.

Infatti, sia l’attuale Primo Ministro iracheno, Mohammed Shia al Sudani, sia il politico Mustafa Abdellatif Mshatat, che era in carica quando il Pontefice visitò il Paese nel marzo 2021, lo hanno chiamato personalmente per informarsi sulle condizioni di salute del Papa.

Il Papa con il Primo Ministro iracheno Mustafa Abdellatif Mshatat in Iraq.Credito: Vatican Media

“Erano molto preoccupati e mi hanno chiesto di trasmettergli la loro vicinanza; l’ho fatto attraverso la Segreteria di Stato”, ha spiegato in un’intervista ad ACI Prensa.

Il Cardinale ha poi assicurato con emozione che in tutte le chiese e conventi caldei si prega ogni giorno per lui. “È nostro padre, non solo della Chiesa latina, e ogni giorno aspettiamo il bollettino medico”, ha aggiunto.

Una vicinanza interreligiosa

Il Cardinale Sako ha sottolineato che anche i musulmani hanno voluto esprimere la loro vicinanza:

Papa Francesco con il cardinale Sako nel 2020. Foto: Vatican Media

“Ogni giorno mi contattano molti musulmani per sapere come sta”, ha raccontato, aggiungendo che portano nel cuore il ricordo della visita del Santo Padre in Iraq nel marzo 2021, di cui si sono appena compiuti quattro anni.

“Nessuno la dimentica. Furono tre giorni in cui sembrava di essere in paradiso: senza attentati, senza bombe, senza morti in guerra”, ha affermato.

Ha poi ricordato come l’allora Primo Ministro, Al-Kadhimi, si fosse dedicato con grande impegno all’organizzazione della visita di Papa Francesco, decorando le strade e creando un’atmosfera di festa con musica e bandiere vaticane esposte ovunque.

La scorsa settimana, il Cardinale Sako ha partecipato a un pellegrinaggio a Ur, la città natale di Abramo, considerata un luogo sacro per ebrei, cristiani e musulmani.

“Abbiamo fatto una Via Crucis per Papa Francesco con tutti i sacerdoti di Baghdad, insieme a una ventina di suore e anche alcuni musulmani. È stato un momento davvero prezioso”, ha raccontato.

Anche il Sudan del Sud prega per il Papa

Anche in Sudan del Sud si ricorda con emozione la visita del Papa all’inizio del 2023 e si continua a pregare per lui in questo momento di difficoltà.

Il Vescovo della diocesi di Rumbek, Christian Carlassare, che aveva organizzato una novena di 400 chilometri con i giovani del Paese in preparazione all’arrivo del Pontefice, ha affermato che il popolo sudsudanese gli è profondamente affezionato.

Pellegrinaggio per l’arrivo del Papa in Sud Sudan guidato dal Vescovo di Rumbek.
Credit: Per gentile concessione del Vescovo di Rumbek

“Non solo lo hanno accolto con affetto durante la visita di due anni fa. Sanno che nel cuore del Pontefice c’è il Sudan del Sud e tutte le periferie del mondo”, ha dichiarato.

Il Vescovo ha ricordato il significativo gesto di pace compiuto dal Papa nell’aprile 2019, quando organizzò un ritiro spirituale in Vaticano con il presidente del Sudan del Sud, Salva Kiir Mayardit, e il suo oppositore, Riek Machar.

Durante la sua visita nel Paese, seconda tappa del viaggio nell’Africa centrale, dopo tre giorni nella Repubblica Democratica del Congo, il Papa denunciò con forza la violenza che affligge il Sudan del Sud, un messaggio rimasto impresso nella coscienza della società.

“Tutti gli anni di guerre e conflitti sembrano non avere fine; anche recentemente si sono verificati violenti scontri, mentre i processi di riconciliazione e le promesse di pace restano inadempiute”, aveva dichiarato il Pontefice all’arrivo a Juba.

Attualmente, tutte le parrocchie del Paese stanno pregando per la sua guarigione. “In tutte le chiese si stanno organizzando momenti di preghiera e recita del Rosario, ricordando il Santo Padre in questo momento di fatica e malattia”, ha confermato il Vescovo Carlassare.

Nonostante le difficoltà fisiche, la sua presenza è percepita come forte e luminosa: “È la luce di una persona spontanea, presente, che ama Cristo e la sua Chiesa”, ha concluso.

Indonesia: preghiere interreligiose per la salute del Papa

Anche in Indonesia giovani di diverse confessioni si sono uniti alle preghiere che da tutto il mondo giungono fino alla decima pianeta dell’ospedale Gemelli di Roma, dove il Pontefice è ricoverato per una polmonite bilaterale.

Messaggi per la guarigione del Papa in Indonesia.
Credit: Scholas Ocurrentes

“In un gesto di unità e speranza, giovani e leader di diverse religioni si sono riuniti presso il Hati Indonesia, il poliedro di Scholas Ocurrentes creato dai giovani del movimento, per elevare preghiere interreligiose per la salute di Papa Francesco”, si legge in un comunicato del movimento.

Questo spazio, inaugurato dal Santo Padre nell’agosto scorso durante la sua visita apostolica in Indonesia, è diventato un simbolo dell’incontro tra culture e religioni.

In Indonesia, giovani di diverse religioni pregano per Papa Francesco.
Credit: Scholas Ocurrentes

Per questa occasione, musulmani, cristiani, induisti e buddisti si sono riuniti per pregare insieme per la “pronta guarigione” del Santo Padre.

Tradotto e adattato dalla redazione di ewtn.it. L’originale si trova qui.

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