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Che cosa sono il digiuno e l’astinenza? Ecco come li spiega la Chiesa cattolica

Pixabay / Pexels
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La Chiesa Cattolica segue una serie di pratiche e tradizioni che scandiscono il calendario liturgico e guidano la vita spirituale dei fedeli. Tra queste vi sono il digiuno e l’astinenza durante la Quaresima, il periodo di 40 giorni di preparazione alla Pasqua.

Per aiutare i cattolici a vivere questo tempo liturgico in modo più consapevole e ad approfondire la conoscenza della fede, ecco alcune risposte alle domande più frequenti su digiuno e astinenza.


Cosa significano il digiuno e l’astinenza?

Secondo il Codice di Diritto Canonico, il digiuno e l’astinenza sono pratiche penitenziali obbligatorie per tutti i cattolici “per legge divina” in determinati giorni dell’anno, affinché “rinuncino a sé stessi”.

La Costituzione Apostolica Paenitemini spiega che:

  • L’astinenza vieta il consumo di carne, “ma non l’uso di uova, latticini e qualsiasi condimento a base di grasso animale”.
  • Il digiuno “impone di fare un unico pasto nella giornata, senza escludere la possibilità di assumere un po’ di cibo al mattino e alla sera, nel rispetto delle consuetudini locali”.

Tuttavia, il canone 1253 del Codice di Diritto Canonico permette alle Conferenze Episcopali di stabilire modalità specifiche per osservare il digiuno e l’astinenza, nonché di sostituirli in tutto o in parte con altre forme di penitenza, specialmente opere di carità e pratiche di pietà.


Qual è l’origine della pratica del digiuno e dell’astinenza?

Queste pratiche hanno radici profonde nella storia e nella teologia. Il digiuno è attestato già nei tempi biblici, praticato da figure come Mosè (Es 34, 28), Elia (1 Re 19, 8) e Gesù stesso (Mc 1, 13). Nel cristianesimo primitivo, il digiuno era un modo per esprimere pentimento e cercare la vicinanza con Dio.

L’astinenza dalla carne ha origine nella tradizione della Chiesa di offrire un sacrificio come atto di penitenza, seguendo l’insegnamento di San Paolo che invitava a sottomettere il corpo (1 Cor 9, 27) per un bene più grande.


Perché i cattolici praticano il digiuno e l’astinenza?

Il canone 1249 del Codice di Diritto Canonico stabilisce che la Chiesa Cattolica ha fissato alcuni giorni dell’anno affinché tutti i fedeli vivano insieme pratiche penitenziali, come la preghiera, le opere di pietà e di carità, e soprattutto il digiuno e l’astinenza.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 2043) spiega che queste pratiche “assicurano momenti di ascesi e penitenza, che ci preparano alle feste liturgiche e ci aiutano a dominare i nostri istinti, ottenendo una maggiore libertà del cuore”.


In quali giorni sono obbligatori il digiuno e l’astinenza?

Il canone 1251 del Codice di Diritto Canonico stabilisce che i giorni in cui è obbligatorio osservare il digiuno e l’astinenza sono:

  • Mercoledì delle Ceneri
  • Venerdì Santo

Inoltre, tutti i venerdì dell’anno sono giorni di astinenza dalla carne, a meno che coincidano con una solennità. Le Conferenze Episcopali possono stabilire altre modalità di osservanza.


A quale età si è obbligati al digiuno e all’astinenza?

Il canone 1252 del Codice di Diritto Canonico specifica che:

  • Il digiuno è obbligatorio dai 18 ai 59 anni.
  • L’astinenza dalla carne è obbligatoria dai 14 anni in su.

Chi è esentato dal digiuno e dall’astinenza in Quaresima?

Sono esentati:

  • I minori di 18 anni (dal digiuno) e i minori di 14 anni (dall’astinenza dalla carne).
  • Gli anziani dai 60 anni in su.
  • I malati, le donne incinte o in allattamento e i lavoratori in condizioni di necessità.

Tuttavia, il canone 1252 raccomanda ai pastori e ai genitori di educare i bambini a un autentico spirito di penitenza.


Qual è il significato spirituale del digiuno e dell’astinenza?

Entrambe le pratiche aiutano a crescere nello spirito di penitenza e conversione. Tuttavia, il Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 1430) sottolinea che la vera conversione è quella del cuore, senza la quale le opere esteriori “rimangono sterili e ingannevoli”.

A tal proposito, il sito dell’Opus Dei ricorda che nel Nuovo Testamento Gesù denuncia l’ipocrisia dei farisei, che osservavano rigorosamente la legge ma con un cuore lontano da Dio. Il vero digiuno, dice il Maestro divino, consiste nel compiere la volontà del Padre, che “vede nel segreto e ti ricompenserà” (Mt 6,18).

Tradotto e adattato dalla redazione di ewtn.it. L’originale si trova qui.

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