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Santa Scolastica e San Benedetto, sorella e fratello in Cristo. E non solo.

L'ultimo incontro tra Santa Scolastica e San Benedetto | L'ultimo incontro tra Santa Scolastica e San Benedetto | Credit pd

Le figure dei due Santi nelle pagine di Papa Gregorio Magno

L’unico testo che ci parla di Santa Scolastica  ( di cui oggi ricorre la memoria liturgica) è il secondo libro dei “Dialoghi” di Papa Gregorio Magno (590-604). La sua figura viene proposta assieme a quella del fratello San Benedetto, padre del monachesimo occidentale. Sorella gemella del grande santo di Norcia, nacque verso il 480. Il padre, Eutropio Anicio, discendente dall’antica famiglia senatoriale romana degli Anicii, era Generale dei romani nella regione di Norcia. La madre, Claudia Abondantia Reguardati, contessa, morì subito dopo aver partorito i due gemelli. Il padre, che aveva dedicato grandi cure ai due bambini, fece voto di destinarla alla vita monastica. Un legame, quello fra i due, di grande intesa spirituale e umana: una sorella e un fratello che nel Signore hanno trovato la loro missione. Unione profonda tanto che Scolastica seguì, poi, il fratello che si era rifugiato in eremitaggio a Subiaco. Quando Benedetto fondò l’abbazia di Montecassino, Santa Scolastica fondò il monastero di Piumarola, distante circa sette chilometri dalla famosa abbazia benedettina. Qui, assieme alle sue consorelle, seguendo la regola monastica del fratello, diede origine al ramo femminile dell’Ordine Benedettino.

Luoghi vicini per essere vicini. E fu così che fra i due venne “istituito” un particolare “rituale”: Santa Scolastica e il fratello, Benedetto, decisero che si sarebbero visti una volta l’anno, in un luogo posto a metà strada fra i due monasteri. L’ultima volta che si videro avvenne qualcosa di straordinario. 

Calar del sole. Benedetto si accorge che è tardi. Deve andare. Ma sua sorella non vuole: sente dentro il suo cuore che quella sarà l’ultima volta.  Scolastica cerca di trattenerlo, ma Benedetto è irremovibile. “Ma che dici, sorella mia, non sai che non posso trascorrere la notte fuori della mia cella?” così rispose il Santo di Norcia alla sorella.Scolastica, allora, sa bene a chi rivolgersi per rimanere assieme al fratello ancora un po’ di tempo. Prega il Signore che non tarda ad esaudire il suo desiderio. Il cielo diviene colmo di nuovole. Ma Benedetto, non curante, decide comunque di andar via. Durante il cammino di ritorno, trovarono un’enorme tempesta di pioggia, di tuoni e lampi. Era impossibile continuare la strada. “Dio ti perdoni, sorella mia, ma che hai tu fatto?”, queste furono le parole del santo di Norcia rivolte a Santa Scolastica, una volta rientrato nella casa deputata agli incontri fra i due. E, così, la sorella – con dolce sorriso – rispose: “Ti pregai di rimanere fino a domani e non mi hai ascoltata; per questo mi sono rivolta al Signore ed Egli mi ha esaudita”. E così, i due santi, assieme ai frati benedettini, trascorsero quella notte tra preghiere e confidenze spirituali. Solo la mattina seguente, San Benedetto riuscì ad avviarsi verso la sua Abbazia di Montecassino.

Tre giorni dopo questo incontro, mentre San Benedetto stava pregando, alzando lo sguardo, vide l’anima della sorella portata in Paradiso da uno stuolo di angeli. Cominciò, allora, a lodare il Signore.

Questo articolo è stato tradotto e adattato da ACI Prensa  

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Antonio Tarallo

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