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Il Magnificat, solenne memoriale che sintetizza e compie la preghiera d’Israele

Papa Francesco durante un'udienza generale | | Daniel Ibanez / EWTN

“Contempliamo oggi la bellezza di Gesù Cristo nostra speranza nel mistero della Visitazione”

Il Papa riprende anche questo mercoledì il nuovo ciclo di catechesi che si svolgerà lungo l’intero Anno Giubilare, ovvero “Gesù Cristo nostra speranza”. Questa mattina in Aula Paolo VI il Pontefice incentra la sua meditazione sul tema “E beata colei che ha creduto” , parlando della Visitazione e il Magnificat. “Voglio chiedere scusa perchè con questo forte raffreddore è difficile per me parlare e per questo la leggerà il mio fratello la leggerà meglio di me”.

Con queste parole il Papa si scusa e affida la lettura della catechesi di oggi a don Pierluigi Giroli.
“Contempliamo oggi la bellezza di Gesù Cristo nostra speranza nel mistero della Visitazione. La Vergine Maria fa visita a Santa Elisabetta; ma è soprattutto Gesù, nel grembo della madre, a visitare il suo popolo”, si legge nella catechesi.

“Dopo lo stupore e la meraviglia per quanto le è stato annunciato dall’Angelo, Maria si alza e si mette in viaggio, come tutti i chiamati della Bibbia. Questa giovane figlia d’Israele non sceglie di proteggersi dal mondo, non teme i pericoli e i giudizi altrui, ma va incontro agli altri – continua la catechesi del Papa parlando di Maria – la Vergine va da Elisabetta anche per condividere la fede nel Dio dell’impossibile e la speranza nel compimento delle sue promesse”.

L’incontro tra le due donne produce un impatto sorprendente: la voce della “piena di grazia” che saluta Elisabetta provoca la profezia nel bambino che l’anziana porta in grembo e suscita in lei una duplice benedizione: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!”, queste le parole della catechesi di oggi. Ed è qui che nasce il Magnificat.

“Questa lode al Dio salvatore, sgorgata dal cuore della sua umile serva, è un solenne memoriale che sintetizza e compie la preghiera d’Israele. È intessuta di risonanze bibliche, segno che Maria non vuole cantare “fuori dal coro” ma sintonizzarsi con i padri”, continua così la spiegazione del Magnificat.

E qui che si parla ancora di questa preghiera. “La massiccia presenza del motivo pasquale fa del Magnificat anche un canto di redenzione, che ha per sfondo la memoria della liberazione d’Israele dall’Egitto. I verbi sono tutti al passato, impregnati di una memoria d’amore che accende di fede il presente e illumina di speranza il futuro: Maria canta la grazia del passato ma è la donna del presente che porta in grembo il futuro. Memoria – misericordia – promessa.

Questo articolo è stato tradotto e adattato da ACI Prensa  

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