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Papa Francesco e la catechesi sull’Annuncio dell’Angelo a Maria, “riempita di grazia”

Papa Francesco durante un'udienza generale | | Vatican Media / ACI group

“Gesù Cristo nostra speranza”, questo il tema delle catechesi di Papa Francesco

“Gesù Cristo nostra speranza”, è questo il tema scelto da Papa Francesco per l’intero anno giubilare durante l’Udienza Generale. Oggi in particolare il Papa ha parlato “dell’Annuncio a Maria. L’ascolto e la disponibilità”.

“Riprendiamo oggi le catechesi del ciclo giubilare su Gesù Cristo nostra speranza. All’inizio del suo Vangelo, Luca mostra gli effetti della potenza trasformante della Parola di Dio che giunge non solo tra gli atrii del Tempio, ma anche nella povera abitazione di una giovane, Maria, che, promessa sposa di Giuseppe, vive ancora in famiglia. Dopo Gerusalemme, il messaggero dei grandi annunci divini, Gabriele, che nel suo nome celebra la forza di Dio, è inviato in un villaggio mai menzionato nella Bibbia ebraica: Nazaret”, inizia subito Papa Francesco dall’Aula Paolo VI.

Proprio lì l’angelo reca un messaggio dalla forma e dal contenuto del tutto inauditi, tanto che il cuore di Maria ne viene scosso, turbato. “Rallegrati!”, “Gioisci!”, un appello caro alla storia sacra, perché i profeti lo usano quando annunciano la venuta del Messia. È l’invito alla gioia che Dio rivolge al suo popolo quando finisce l’esilio e il Signore fa sentire la sua presenza viva e operante”, dice Francesco.

Poi la storia dell’appellativo di Maria. “Inoltre, Dio chiama Maria con un nome d’amore sconosciuto alla storia biblica: kecharitoméne, che significa «riempita dalla grazia divina». Maria piena della grazia divina. Questo nome dice che l’amore di Dio ha già da tempo abitato e continua a dimorare nel cuore di Maria. Dice quanto lei sia “graziosa” e soprattutto quanto la grazia di Dio abbia compiuto in lei una cesellatura interiore facendone il suo capolavoro. Poi “non temere”, sempre la presenza del Signore ci dice di non temere e lo dice anche a noi, non temere, vai avanti…Padre io ho paura di questo, io vado dalla strega, mi faccio leggere le mani, per favore, non temere, io sono il tuo compagno di cammino, questo lo dice a Maria…”, spiega il Pontefice.

“Poi Gabriele annuncia alla Vergine la sua missione, facendo riecheggiare nel suo cuore numerosi passi biblici riferiti alla regalità e messianicità del bambino che dovrà nascere da lei, presentato come compimento delle antiche profezie”, dice ancora il Papa.

“Questa maternità scuote Maria sin dalle fondamenta. E da donna intelligente qual è, capace cioè di leggere dentro gli avvenimenti , ella cerca di comprendere, di discernere ciò che le sta capitando. E Maria si accende di fiducia: è una lampada a molte luci. Maria accoglie il Verbo nella propria carne e si lancia così nella missione più grande che sia stata mai affidata a una creatura umana. Si mette al servizio, è piena di tutto…”, conclude infine il Papa.

Questo articolo è stato tradotto e adattato da ACI Prensa  

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