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Audo, Vescovo caldeo di Aleppo: l’impegno dei cristiani per un futuro migliore per la Siria

Siria, un territorio martoriato | Siria, un territorio martoriato | Credit donboscoborgo.it

L’intervista a Monsignor Antoine Audo, Vescovo caldeo di Aleppo, sulla nuova situazione del territorio siriano

Siria, terra complessa. Siria, una terra difficile. La caduta del governo del Presidente siriano Bashar al-Assad nel dicembre scorso ha aperto nuovi scenari per questo territorio che sembra non avere pace: sovvertimento del potere; disastri naturali come il terremoto del 2023; carestia e fame. E ora, con la caduta del governo di Bashar al-Assad e la presa del potere da parte di Muhammad al Bashir(nominato formalmente Primo ministro del governo di transizione della Siria), si aprono per questa terra nuovi scenari ancora poco definiti. La nomina di al Bashir è stata il frutto di un accordo tra le forze che hanno liberato il paese dal regime di Bashar al Assad. Al Bashir era già il primo ministro del cosiddetto governo di Salvezza nazionale, cioè il governo civile che Hayat Tahrir al Sham (HTS, il più importante gruppo anti-assadista) aveva formato nel 2017 nella regione di Idlib, che al tempo era l’unica che controllava. In tutto questo scenario ancora non chiaro, rimane assai difficile la situazione dei cristiani. 

Per comprendere meglio ciò che sta accadendo oggi, AciStampa ha intervistato il Vescovo caldeo di Aleppo, Monsignor Antoine Audo. 

Eccellenza qual è allo stato attuale la situazione in Siria?

La situazione in Siria: innanzitutto è stato un cambiamento rapido e inaspettato e per fortuna le cose si sono svolte in modo pacifico. Ma aspettiamo di vedere come i nuovi governanti sapranno organizzare un Paese così complesso.

Quali sono le condizioni dei cristiani oggi in Siria? Quali prospettive con il nuovo cambio di potere? 

Come cristiani, soprattutto a Damasco e ad Aleppo, abbiamo avuto diversi incontri con i nuovi governanti. Stiamo insistendo sulla cittadinanza, sul fatto che vogliamo essere cittadini uguali, senza essere protetti da uno stato musulmano secondo la sharia islamica.

E’ cambiato qualcosa realmente con il nuovo assetto politico?

La novità è che si parla molto di libertà, di rispetto dei diritti dei cristiani, di miglioramenti economici, della soluzione del problema dell’elettricità e dell’olio combustibile, del miglioramento dei salari. Ma nel frattempo molte persone sono disoccupate. Come leader cristiani, stiamo facendo di tutto per preparare un futuro migliore per la Siria. Due fatti ci sono da notare: la presenza di tanti giornalisti in Siria, che rimane una novità; poi, gli alti funzionari da ascoltare, da incontrare patriarchi e vescovi. Ci sono molte proposte di linee costituzionali da parte di cristiani, avvocati, intellettuali e  imprenditori. 

Quale futuro per la Siria? 

Come cristiani facciamo di tutto per essere presenti, incoraggiare le persone a mantenere la fiducia e contribuire il futuro del nostro Paese. La Siria è una terra santa per i cristiani e non dobbiamo dimenticare il significato della nostra presenza oggi in un mondo musulmano in piena discussione riguardo alle società secolarizzate.

Questo articolo è stato tradotto e adattato da ACI Prensa  

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Antonio Tarallo

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