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Papa Francesco: “Ciò che accade a Gaza potrebbe essere un genocidio”

Papa Francesco: "Ciò che accade a Gaza potrebbe essere un genocidio". Credit: Daniel Ibanez / EWTN Italia

L’appello di Papa Francesco per un’indagine sulle affermazioni secondo cui a Gaza potrebbe essere in corso un genocidio ha suscitato critiche.
In un passaggio del nuovo libro pubblicato in vista del Giubileo del 2025 La speranza non delude: Pellegrini verso un mondo migliore e uscito domenica, Papa Francesco ha osservato che, secondo alcuni esperti, “ciò che sta accadendo a Gaza ha le caratteristiche di un genocidio” e ha chiesto un’indagine accurata, come riportato da Vatican News.

L’appello del Papa e il nuovo libro

Nel libro, scritto dal giornalista Hernán Reyes Alcaide e pubblicato in occasione del Giubileo del 2025, Papa Francesco osserva: «A detta di alcuni esperti, ciò che sta accadendo a Gaza ha le caratteristiche di un genocidio. Bisognerebbe indagare con attenzione per determinare se s’inquadra nella definizione tecnica formulata da giuristi e organismi internazionali».

Il libro, in uscita il 19 novembre in Italia, Spagna e America Latina, include interviste esclusive con il Santo Padre. Papa Francesco ha inoltre lodato paesi come Giordania e Libano, che continuano ad accogliere milioni di profughi, aggiungendo: “penso soprattutto a chi lascia Gaza nel pieno della carestia che ha colpito i fratelli palestinesi a fronte della difficoltà di far arrivare cibo e aiuti nel loro territorio.”

Le critiche dell’ambasciatore israeliano

Yaron Sideman, ambasciatore israeliano presso la Santa Sede, ha replicato con fermezza alle affermazioni del Papa, sottolineando il massacro del 7 ottobre 2023, quando Hamas ha ucciso 1.200 israeliani e preso in ostaggio 252 persone. “C’è stato un massacro genocida il 7 ottobre 2023 di cittadini israeliani, e da allora Israele sta esercitando il suo diritto alla legittima difesa contro attacchi provenienti da sette fronti diversi,” ha dichiarato Sideman su X (ex Twitter). “Ogni tentativo di chiamarlo con un altro nome è un attacco mirato contro lo Stato ebraico.”

Anche il Movimento per il contrasto all’antisemitismo (CAM) ha criticato il Papa, definendo le sue parole “un ottavo fronte” di guerra contro Israele. Sacha Roytman, CEO del CAM, ha commentato: “Lo Stato di Israele affronta una guerra di annientamento su sette fronti, e queste osservazioni sembrano aprire un ottavo fronte, proprio dal Vaticano, rischiando di causare ulteriori spargimenti di sangue ebraico nel mondo.”

Il rapporto delle Nazioni Unite e le accuse contro Israele

Il 14 novembre, un comitato speciale delle Nazioni Unite ha pubblicato un rapporto che sostiene che “le operazioni militari di Israele a Gaza presentano caratteristiche di genocidio.” Il rapporto accusa Israele di privare intenzionalmente i palestinesi delle risorse vitali come cibo, acqua e carburante, con dichiarazioni pubbliche che dimostrerebbero l’intenzione di strumentalizzare gli aiuti umanitari per scopi politici e militari.

Il Sudafrica, inoltre, ha presentato una denuncia contro Israele presso la Corte Internazionale di Giustizia, accusandolo di violare la Convenzione sul genocidio. La Corte non ha ancora emesso un verdetto.

Papa Francesco incontra gli ostaggi liberati

Il 14 novembre, il Papa ha incontrato 16 persone recentemente liberate dopo mesi di prigionia a Gaza. Tra loro, un bambino ha donato al Pontefice una maglia da calcio con il nome “Tal Shoham,” in onore di un familiare ancora ostaggio.

Il Vaticano ha riferito che Papa Francesco continua a pregare per tutti i prigionieri e per una rapida risoluzione della crisi. Secondo Reuters, dall’inizio del conflitto, oltre 41.500 palestinesi sono stati uccisi, mentre il bilancio delle vittime israeliane del 7 ottobre rimane di 1.200.

Articolo pubblicato originariamente dalla Catholic News Agency e tradotto e adattato dal team di EWTN Italia.

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